POESIE DI ALCOLISTI

 

Vengono riportate di seguito le poesie scritte da due alcolisti ricoverati nel Reparto di Alcologia, emblematiche e molto suggestive per la ricchezza di sentimenti e la straordinaria sincerità che promana da ogni verso.

A prevalere sono la consapevolezza delle perdite ed il rimpianto nostalgico, ma si respira, oltre il limitare del dolore, l’anelito vitale che condurrà al riscatto.

Parlano un linguaggio universale, che ci avvicina alla comprensione di un mondo che ci appare fin troppo spesso avulso e lontano.

 

C’ERA UN UOMO

C’era un mondo di cose

attorno a me,

c’era la vita che pulsava

dentro di me,

c’era un cielo stellato

sopra di me,

c’eri qui tu, amore,

vicino a me.

 

Oh John, John Barleycorn*

oh John, John Barleycorn,

rendimi il mondo, la vita,

il cielo e l’amore mio!

 

Nel tunnel dell’oblio

scorrono i giorni miei,

solo con la bottiglia in mano

tento invano

di riempire quel vuoto,

quel vuoto sempre più cupo.

 

Oh John, John Barleycorn

oh John, John Barleycorn,

rendimi il mondo, la vita,

il cielo e l’amore mio!

 

I miei occhi non si aprono più,

la mia mente non conosce più,

solo, solo in questo nulla;

 

il mio cuore non batte più,

la mia anima non vive più,

solo, solo in questo nulla,

solo, solo nel mio nulla.

Oh John, John Barleycorn

oh John, John Barleycorn,

rendimi il mondo, la vita,

il cielo e l’amore mio!

 

C’era un mondo di cose

attorno a me,

c’era la vita che pulsava

dentro di me,

c’era un cielo stellato

sopra di me,

c’eri qui tu, amore,

vicino a me.

 

Oh John, John Barleycorn

tu me li hai rubati,

oh John, John Barleycorn

rendimi il mondo, la vita,

il cielo e l’amore mio!

 

Stefano 

*John Barleycorn, secondo la tradizione nordamericana, è l’alcol.

La poesia è stata concepita e musicata dallo stesso Autore sullo stile di una ballata.

 

ALLA RICONQUISTA DELL’ANIMA

Nei meandri della vita

 cerco ancora la mia anima.

Quell’anima rubatami adolescente

 io la voglio ritrovare,

anche se sporca, odiata e frantumata.

 

La cercherò,

anche se il tempo passa inesorabilmente.

La cercherò,

anche se dietro di me

non c’è altro che un viale buio e vuoto.

Vuoto come una bottiglia di un naufrago

 che vaga alla deriva

 con il suo carico di speranza.

 

Troppi uragani

ha già sopportato quest’albero maestro,

sotto il peso di enormi vele

 inzuppate di odio e rancori,

aspettando quel colpo di vento,

che lo farà riposare,

in quell’abisso tranquillo,

senza ritorno.

 

Ma la ricercherò

 sino a quando ne avrò la forza

e quando l’avrò ritrovata

potrò anche sopravvivere

 ai ricordi del passato.

 

Gianni

 

 

N.B. Ambedue gli Autori hanno frequentato, una volta dimessi dal Reparto e dalla Comunità terapeutica intra-ospedaliera, i Club degli Alcolisti in Trattamento, sono astinenti da anni e godono attualmente ottima salute.