DOPPIA DIAGNOSI

 

In altre circostanze abbiamo spiegato che uno dei motivi principali per cui un soggetto cade nella trappola tesa dall’alcol è la ricerca degli effetti psicotropi tipici della sostanza, cioè del miglioramento, rapido ed efficace, di particolari disagi mentali. C’è chi vi ricorre per lenire l’ansia, chi la depressione, chi la timidezza, ecc… E’ chiaro che maggiore è la sofferenza legata al proprio stato, più forte è il richiamo dell’etanolo e più solidale e pertinace è il legame che rischia di instaurarsi, fino a diventare quasi indissolubile

Con il termine, più volte criticato perché non ritenuto corretto, ma di largo impiego, di “doppia diagnosi” si intende un alcolismo che si instaura in una persona che già soffre di malattie psichiatriche importanti, quali, ad esempio, disturbo di personalità e bipolare, forme schizo-affettive, depressioni maggiori, ansia costituzionale.

Un’altra terminologia usata a significare lo stesso concetto è quella di “comorbilità o comorbidità psichiatrica”. Con la prima espressione si intende appunto la contemporanea presenza (co-) di due patologie (morbum), con la seconda l’incidenza statistica (morbidità) dell’alcolismo nel campo delle psicopatologie.

Quel che ci preme sottolineare è che l’uso costante e smodato di etanolo può complicare di molto la diagnosi e la severità della stessa, in quanto capace di aggravare le manifestazioni, i sintomi e le caratteristiche della malattia mentale, fino addirittura a simularle.

E’ per questo che la maggior parte degli psichiatri preferisce che questi loro pazienti siano disintossicati e riabilitati prima di sbilanciarsi in una diagnosi precisa e stabilire un piano terapeutico farmacologico stabile.

Nell’accezione moderna, comunque, la relazione tra i due disturbi diagnosticati può essere vario e si possono distinguere almeno quattro diverse situazioni:

  1. classicamente, disturbo psichiatrico primario rispetto all’uso di alcol;
  2. disturbo di uso da alcol primario rispetto al disturbo psichiatrico;
  3. disturbo da uso di alcol e disturbo psichiatrico dovuti ad un fattore comune terzo;
  4. disturbo da uso di alcol e disturbo psichiatrico coesistenti e influenzantesi a vicenda (modello bidirezionale).

 

Qualunque sia la natura del problema, le due caratteristiche sono destinate in ogni caso ad influenzarsi reciprocamente nel senso della gravità.

Spesso gli alcologi, per indicare alcolisti che sono scevri da malattie mentali, parlano di alcolismo primario e di alcolismo secondario in presenza di comorbidità psichiatrica.

Quanti presentano una doppia diagnosi usano quindi l’etanolo come farmaco, per anestetizzare il loro dolore interiore.