“Charter
per formulare anche in Italia una POLITICA DEL SETTORE
dell'uso delle sostanze psicoattive e/o dei comportamenti
che determinano DIPENDENZA o CONDIZIONI PROBLEMATICHE
sociali e di salute”
L’uso di sostanze
psicoattive, lecite ed illecite ha assunto
proporzioni di massa, in continua, rapida e pericolosa crescita. E’ innegabile che:
- sospingere la gente ad un consumo senza limiti
tanto di sostanze
quanto di beni di consumo;
- condizionare con raffinate strategie di marketing
e di pubblicità diretta ed indiretta gli stili di vita di intere masse, specie
giovanili, costringendole a conformarsi e ad omologarsi in maniera acritica a
mode sempre più in veloce trasformazione;
- proporre politiche persecutorie
contro chi rimane ai margini;
- non mettere in campo le risorse adeguate a
costruire percorsi di educazione alla salute e di promozione alla salute;
- non
riuscire a creare comunità educanti, coese e solidali;
- non predisporre,
supportare e integrare, nella pratica quotidiana, adeguati e validi percorsi di
cura e di inclusione sociale per chi soffre di uno stato di dipendenza dalle
droghe, lasciando migliaia di persone e le loro famiglie succubi della delinquenza
e dell’isolamento
danneggia non soltanto il singolo ma l’intera società.
E’ in
ambiti di solitudine, o di eccessiva competizione, o di sfruttamento e
disgregazione sociale, ovvero in contesti “normali” o quanto meno molto diffusi
che la droga ha la sua subdola capacità, il nefasto potere di infiltrarsi e di
determinare la schiavitù della dipendenza, l’emarginazione, la sofferenza di
chi a volte reputa erroneamente di poter risolvere disagi o difficoltà
attraverso l’uso di sostanze legali ed illegali.
Si tratta allora
di uscire da una cultura centrata su sterili contrapposizioni, che si illude
che esistano facili soluzioni al problema e di iniziare un
percorso fatto da piani concreti di intervento capaci di contrastare questo
fenomeno. L’intenzione dichiarata dal Governo di predisporre un Piano Nazionale
sulle dipendenze patologiche va nella giusta direzione.
L’auspicio è che i livelli di governo
regionali, nazionali ed europei possano supportare l’adozione di linee
programmatiche condivise che giungano ad assicurare livelli omogenei di
assistenza su tutto il territorio europeo, nel pieno rispetto delle
caratteristiche autonome locali, ma nel comune intento di contribuire a
diminuire ed azzerare le disuguaglianze di salute ed i gradienti che
contraddistinguono aree geografiche spesso anche limitrofe.
E’ tempo di
elaborare strategie di empowerment a livello sociale.
E’ tempo di innescare iniziative e misure che possano attribuire
realmente a tutti i cittadini ed ai loro rappresentanti un ruolo centrale
insieme alla responsabilità, le competenze
ed il potere di costruire contesti sociali maggiormente solidali, capaci di
contribuire a contrastare la diffusione e l’uso delle droghe e a modificare
l’accettazione sociale e la stessa cultura dell’uso delle sostanze psicoattive che determinano dipendenza o condizioni
problematiche relazionali, collettive e di salute.
Si rende inoltre necessario
diffondere anche le competenze sul piano del sapere, saper fare e saper essere,
tanto ai singoli cittadini quanto alle diverse componenti sociali ed
istituzionali.
Il Piano nazionale dovrebbe ispirarsi ai
seguenti principi e metodi:
1. Ogni cittadino dl qualunque età, sesso,
religione, orientamento sessuale, appartenenza etnica, culturale, nazionale ha
diritto di vivere in un ambiente che promuova stili di vita e che lo protegga
dalle conseguenze negative dell'uso di sostanze psicoattive
e/o da comportamenti che determinano dipendenza o condizioni problematiche
sociali e di salute.
a) ogni comunità, secondo il principio
di sussidiarietà, deve predisporre ed attuare un piano
esplicito di prevenzione e promozione della salute che riguardi l'uso delle
droghe e di sostanze psicoattive e/o comportamenti che determinano
dipendenza o condizioni problematiche sociali e di salute;
b) ogni cittadino ha diritto, qualora
sia consumatore di droghe e
di sostanze psicoattive e/o abbia comportamenti che determinano
dipendenza o condizioni problematiche sociali e di salute, di avere
accesso a servizi adeguati di tutela della salute fisica, emotiva, psichica e
sociale.
2. Tutti
i bambini e gli adolescenti,
ad iniziare dal periodo della
gravidanza, devono essere protetti da un ambiente suggestivo per l'uso
di sostanze psicoattive e/o per comportamenti che
determinano dipendenza o condizioni problematiche sociali e di salute.
a) per i bambini che vivono in
famiglie con problematiche correlate all’uso di sostanze psicoattive e/o a comportamenti che determinano
dipendenza o condizioni problematiche sociali e di salute, deve avviarsi un processo di
aiuto e di valutazione nei confronti delle capacità genitoriali;
b) va contrastata la disponibilità e
l'offerta di sostanze psicoattive e di comportamenti
che determinano dipendenza o condizioni problematiche sociali e di salute;
3. La famiglia e la rete delle relazioni
di comunità rappresentano i contesti educativi e di crescita più significativi,
sia per prevenire che per gestire i problemi che derivano dall'uso di sostanze psicoattive e da
comportamenti che determinano dipendenza o condizioni problematiche sociali e
di salute.
4.. I contesti di vita e di lavoro devono
essere protetti dalle conseguenze che derivano dall'uso di sostanze psicoattive e/o da
comportamenti che determinano dipendenza o condizioni problematiche sociali e
di salute, con la partecipazione attiva dei
cittadini alla predisposizione e gestione dei piani di azione in un processo di
salutogenesi, autopromozione
e autotutela della salute.
5. Le Comunità locali, le Regioni, gli
Stati devono attivare strumenti di promozione della salute al fine di
proteggere i cittadini dalle conseguenze di messaggi culturali e pubblicitari
che indirettamente o direttamente incoraggiano, stimolano o inducono il consumo
di sostanze psicoattive e/o comportamenti che sono solitamente correlati alla
dipendenza o all’insorgenza di condizioni problematiche sociali e di salute.
6. Il Sistema dei Servizi pubblici e
privati per le dipendenze va rapidamente riorientato
definendo obiettivi, risorse ed indicatori ispirati ad una programmazione sui
bisogni e non sulle prestazioni. E' necessario passare dalla definizione dei
servizi all’individuazione dei programmi incentivando
la collaborazione tra pubblico e privato
purché assoggettati a standard di qualità omogenei. in
questo senso si auspica l’applicazione su tutto il territorio nazionale
dell’accreditamento all’interno di un processo di programmazione partecipato.
L’attuazione
di questo nuovo processo si integra e si completa con la necessità di
garantire una formazione adeguata alle professioni impegnate nel settore, oggi
troppo spesso trascurate, e capace di accompagnare l’intera strategia di
prevenzione.
ERIT
(Federazione Operatori delle Tossicodipendenze) -
SIA (Società Italiana di Alcologia)
Carta di Venezia - Maggio 2007
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