ALCOL E ANZIANI

 

L'alcolismo tardivo dell'individuo anziano è un fenomeno subdolo, generalmente misconosciuto, che coinvolge una consistente minoranza di popolazione in età geriatria (oltre i 65 anni). Insorge in risposta per lo più a fattori di stress psicosociale ed a situazioni di generico disagio esistenziale. Le ricerche di settore suggeriscono che il problema è importante e in larga misura ignorato. 

Gli alcolisti anziani vengono suddivisi in due categorie sulla base dell'epoca in cui si presume sia iniziato l'abuso alcolico.

  1. Earlyonset drinkers sono detti coloro che hanno iniziato a bere in modo inadeguato nell'età giovanile e adulta.
  2. Lateonset drinkers sono definiti quei vecchi che non provengono da precedenti abusi e che iniziano a bere in modo inadeguato quando sono già in età avanzata. Li abbiamo menzionati come bevitori tardivi o, anche, come bevitori reattivi perchè eccedono in risposta a fattori disturbanti, insiti in una realtà esistenziale cui non sanno adeguarsi.

Secondo la Letteratura circa i 2/3 degli alcolisti anziani appartengono al primo sottogruppo.  

Gli appartenenti alla categoria Lateonset drinkers, come si è accennato, chiedono all'alcol un "aiuto" contro i quotidiani e numerosi problemi della vecchiaia e, in particolare, cercano di utilizzarne gli effetti sedativi, antidepressivi e disinibenti. Esiste una significativa correlazione statistica tra depressione psichica ed alcolismo, quando l'anziano è portato a sperimentare tipiche sensazioni di perdita quali la morte del coniuge, la mancanza di salute, la diminuzione del vigore fisico, la carenza del supporto familiare e la privazione del ruolo sociale e produttivo.  

Gli alcolisti tardivi sono quindi anziani che non hanno alterazioni significative della personalità, ma soffrono per lo più di un notevole disagio psicosociale e riconoscono uno o più eventi esistenziali che hanno preceduto e scatenato l'inizio dell'abuso alcolico.  

In linea generale questi soggetti non sono mai grandi etilisti, non bevono cioè in maniera smodata ed esorbitante, ma bevono in modo continuo e con una certa regolarità, quasi ingerissero un farmaco in dosi refratte.

Gli alcolisti tardivi, i cui bisogni sono primariamente sociali, tendono a mascherare ed a nascondere la loro consuetudine per una sorta di pudore che impedisce loro di rivolgersi ad altri (medico compreso) per chiedere un aiuto diverso da quello che hanno trovato nell'alcol.  

Per quanto riguarda il sesso femminile, occorre dire che, per tutta una serie di motivi, arriva a scoprire l'alcol in età più avanzata rispetto al sesso opposto. La più comune spiegazione di tale fenomeno è che nella nostra cultura l'alcolismo femminile è stato considerato sempre con minore indulgenza rispetto a quello maschile perchè, evidentemente, ritenuto in grave contrasto con l'immagine tradizionale della donna.  

Solo quando la vecchiaia toglie alla donna ogni potere di seduzione e la solleva dal peso del ruolo materno, essa tende a discostarsi dal suo stereotipo naturale e può trovarsi nelle condizioni di cercare nell'alcol quel conforto che sino a quel momento si era negato.