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FAQ SU ALCOLISMO (Frequently Asked Questions)
- Che cos'è l'alcol?
- Quando il consumo dell'alcol diventa patologico?
- Che cos'è l'alcolismo?
- Come posso sapere se io o qualcuno a me prossimo ha problemi
con l'alcol?
- Sono preoccupato per una persona che probabilmente ha
problemi con l'alcol. Come sincerarmene?
- Quali sono i sintomi psicologici provocati dall'abuso di
alcol?
- L'alcolismo è una malattia?
- L'alcolismo è ereditario?
- L'alcol è un ansiolitico e/o un antidepressivo?
- L'alcolismo può essere guarito?
- Esistono medicine per l'alcolismo?
- Funziona il trattamento per l'alcolismo?
- Che cos'è il trattamento per la sindrome d'astinenza?
- Una persona deve essere alcolista per avere problemi
derivati dall'alcol?
- Se si hanno problemi con l'alcol si può semplicemente
ridurne il consumo senza tuttavia smettere del tutto?
- Alcuni gruppi di persone sono più predisposti di altri a
sviluppare problemi alcol-correlati?
- Come posso ottenere aiuto se ho problemi con l'alcol?
- L'astinenza deve essere definitiva?
- Che cosa accade in caso di ricaduta?
- Che cos'è il livello di sicurezza nel bere?
- Se un alcolista non ha la volontà di chiedere aiuto, vi è
un modo per avviarlo al trattamento?
- Che cosa sono i gruppi di aiuto?
- E' sicuro bere durante la gravidanza?
- Quando si invecchia, l'alcol influisce sull'organismo in
modo differente?
- L'alcol agisce sul corpo femminile in modo differente
rispetto a quello maschile?
- L'alcol fa bene al cuore. E' vero?
- Se si prendono medicinali da banco o da prescrizione, si
deve smettere di bere?
- Cosa succede se vengo fermato alla guida di un veicolo con una
alcolemia superiore a 0,5 g/l?
- Cos'è la "CDT"?
- E' vero che si può finire
in coma per colpa dell'alcol?
- Molti credono che le
bevande alcoliche "leggere" non danneggino la salute. E'
vero, oppure nel tempo ci saranno conseguenze?
- Cosa
significa "PPAC"?
1 - Che cos'è l'alcol?
Con il
termine alcol si intende comunemente definire l'alcol etilico o etanolo, la
cui formula è C2H5OH. L'alcol assoluto ha una purezza
del 99% essendo il rimanente 1% rappresentato da acqua. L'alcol etilico è
il principale componente psicoattivo presente nelle bevande alcoliche. Il
suo contenuto nelle bevande si esprime attraverso il numero di gradi alcolimetrici
(°) che rappresenta la percentuale in volume (% vol.) di etanolo nella
soluzione acquosa; così nella birra chiara abbiamo una concentrazione di
alcol pari a 5-6° o più; nel vino 10-12°; nei superalcolici 40-50° ed
oltre. [CESTEP]
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2 -
Quando il consumo dell'alcol diventa patologico?
E'
difficile definire una dose soglia o un limite di consumo al di sopra del
quale un bevitore è da considerarsi un bevitore eccessivo, un bevitore
problematico o un alcolista. Parlando più in generale, la
dipendenza alcolica ha inizio quando la quantità di alcol assunta è
maggiore di quanto il corpo possa tollerare, ossidare, metabolizzare. Un
consumo superiore a quattro dosi di alcol (vino, birra o liquore) più di
tre volte alla settimana è da considerarsi patologico. La nozione di
dose soglia o dose massima è tuttavia discutibile, in quanto non tiene
conto di fattori individuali di tolleranza o sensibilità agli effetti
dannosi dell'alcol. Gli effetti di una dose d'alcol sull'organismo variano
da soggetto a soggetto: il livello di alcol nel sangue in seguito alla sua
ingestione e il rischio di sviluppare dipendenza variano col volume del
corpo, il peso, le abitudini alimentari e in dipendenza del fatto che il consumo
dell'alcol sia isolato o regolare. Un ruolo specifico giocano i fattori
ereditari, i quali controllano la capacità di metabolizzazione della sostanza e il funzionamento
dei centri nervosi di ricompensa e gratificazione. Quantità abbondanti di
alcol sono sempre dannose e altamente tossiche per le donne in gravidanza,
i bambini, gli adolescenti e gli anziani. Un alcolista certamente beve
troppo (per la salute del suo corpo e della sua mente). Ma essere un
alcolista significa anche "bere in modo sbagliato", deviando
dall'uso conviviale, aperto, piacevole (che ne farebbe un cosiddetto "bevitore sociale"). Essere alcolista è soffrire
la malattia del bere, mentalmente e fisicamente. L'alcolista si ritrova
psicologicamente e fisicamente dipendente dall'alcol etilico. Identificare
l'alcolismo in se stessi o in coloro che ci sono vicini è perciò non tanto
una questione di ammettere una quantità di alcol bevuta al giorno o alla settimana, quanto di
riconoscere le conseguenze negative dell'alcol sulla nostra salute fisica e
mentale e sulla nostra vita familiare, sociale e professionale. [Alcoweb][CESTEP]
Una dose
o unità di alcol è equivalente a:
- 250 ml. ca. di birra di media forza;
- Un bicchiere di vino (125 ml.);
- Una misura standard da bar o pub di liquore o
vino liquoroso come sherry o porto (25 ml.). [Alcoweb]
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3 -
Che cos'è l'alcolismo?
L'alcolismo o etilismo o
dipendenza da alcol è una malattia multifattoriale che dipende cioè da diversi fattori
ereditari, ambientali, comportamentali, fisici e psichici. Include quattro
sintomi:
- Craving - Forte necessità compulsiva al bere.
- Controllo
alterato - Incapacità di
limitarsi nel bere in ogni data circostanza.
- Dipendenza
fisica - Quadro clinico di
sindrome d'astinenza quali nausea, sudorazione, sbandamenti, tremori e
ansia quando si sospende l'assunzione di alcol dopo un periodo di
pesanti bevute.
- Tolleranza - Necessità di aumentare i quantitativi di
alcol assunto al fine di ottenere l'effetto desiderato.
Per scopi
clinici e di ricerca sono stati sviluppati criteri diagnostici per
l'alcolismo. Tali criteri sono inclusi nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition (DSM-IV), pubblicato dall'American Psychiatric Association (APA), così come nell'International Classification Diseases (ICD
10), pubblicato dalla
World Health Organisation (WHO).
Tali criteri sono riportati nella pagina Tematiche -
Alcolismo. Si veda
inoltre nella pagina Pubblicazioni & Stampa - NIAAA il saggio su Alcohol Alert No. 30: Criteri Diagnostici per l'Abuso e la Dipendenza da
Alcol. [NIAAA][CESTEP]
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4 -
Come posso sapere se io o qualcuno a me prossimo ha
problemi con l'alcol?
Un
buon punto di partenza è rispondere al breve questionario riportato di
seguito, sviluppato dal Dr. John Ewing e chiamato CAGE, acronimo delle parole chiave in
inglese contenute in ciascuna domanda:
- Hai mai
avvertito la necessità di ridurre (Cut down) il
tuo bere?
- Ti senti
contrariato (Annoyed) se la
gente critica il tuo bere?
- Ti sei mai
sentito addolorato o colpevole (Guilty) per il tuo bere?
- Hai mai bevuto al mattino come
prima cosa (Eye opener)
allo scopo di calmare i tuoi nervi o per liberarti dei postumi di una
sbornia?
Un
solo "sì" suggerisce un possibile problema con l'alcol. Più
di un "sì" significa che è altamente probabile che il problema esista. Se
ritieni che tu o qualcuno che tu conosci possa avere un problema
alcol-correlato, è importante vedere un dottore o un altro operatore
sanitario immediatamente, in modo che possa stabilire se esiste un problema
col bere e nel caso suggerire il miglior percorso da seguire. [NIAAA]
Se sei
preoccupato che il bere possa diventare un problema per te, i segnali
d'allarme possono essere:
- Bere
troppo spesso, specialmente quando hai bisogno di sentirti in forma il
giorno dopo;
- Perdere
una giornata a causa dei postumi di una sbornia;
- Avere incidenti, liti o infortuni domestici a
causa del bere;
- Avere
problemi per il bere - azzuffarsi, bere e guidare;
- Fare
qualcosa che non avresti altrimenti fatto dopo aver bevuto ed
essertene dispiaciuto;
- Una
sera, bere più di quanto tu abbia programmato.
Se
questi sono solo incidenti isolati devi pensare con maggiore attenzione a
ridurre la quantità di alcol ingerita e a decidere quando assumerla. Se
tuttavia molti degli altri segnali sotto elencati sono pertinenti, rientri
nel modello del bevitore
problematico.
- Pensi di continuo alla prossima bevuta;
- Ingurgiti il primo bicchiere velocemente;
- Sei consapevole di quanto spesso tu sia il primo
a svuotare il bicchiere;
- Ti prendi delle sbornie più che
occasionalmente;
- Hai necessità di bere prima di fare alcune
cose o di affrontare determinate situazioni;
- Ti senti sul punto di vomitare, hai tremori
e sudi al mattino o nel mezzo della notte;
- Spendi nell'alcol più di quanto possa
permetterti;
- Ordini un "doppio"
quando è il tuo turno;
- Senti spesso di aver bisogno di bere;
- Aumenti le discussioni e i litigi a casa
durante le bevute;
- Sei contrariato se altri fanno riferimento
al tuo bere o al tuo comportamento quando sei sotto l'effetto
dell'alcol;
- Altre persone ti dicono di essere
preoccupate per il tuo bere;
- Ti senti intimamente a disagio per quanto
riguarda il tuo bere;
- Bevi quando sei solo;
- Nascondi deliberatamente l'evidenza del tuo
bere;
- Talvolta inizi a bere
quando prima non lo
facevi e al mattino presto.
Tu hai molto
probabilmente un preciso problema con l'alcol o sei diventato dipendente dall'alcol se:
- Devi aumentare la quantità di alcol bevuto
per mantenere lo stesso effetto (tolleranza);
- Ti svegli sempre con
tremori e sudato;
- Bevi grandi quantità nel corso della
giornata senza che questo ti causi sbornie;
- Ti senti a disagio se non hai da bere a
portata di mano;
- Menti riguardo il tuo bere;
- Tieni segreto il tuo bere ed i suoi
costi. [AC]
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5 -
Sono preoccupato per una persona che probabilmente ha
problemi con l'alcol. Come sincerarmene?
Per
chi è preoccupato per i problemi legati al bere di un
altra persona, la
domanda più frequente è: lui/lei al momento attuale è un alcolista? Il
problema sta nel fatto che la maggior parte di coloro che hanno
problemi alcol-correlati li negano. La domanda è di fondamentale
importanza nel pensiero delle persone coinvolte, poiché scoprirlo con altri
mezzi è difficile. La persona - che molto probabilmente non si mostra
completamente ubriaca - opporrà resistenza ad ogni indagine, mentirà circa
il suo bere e si adopererà per nascondere ogni problema. Tu sai che
qualcosa non va e sospetti che sia l'alcol, ma a causa del marchio
d'infamia con i quali vengono etichettati i problemi alcol-correlati, che
contribuisce alla negazione (spesso aggressiva), è difficile ottenere
chiarimenti direttamente dall'interessato. Infatti la domanda diretta è raramente di
qualche utilità senza che il soggetto abbia la volontà di parlare del suo
bere e di pensare quando sia necessario prendere l'iniziativa per
risolvere il suo problema. Se ti sta a cuore una persona e pensi che
l'alcol sia ben presente, è probabile che ciò sia vero. E' più utile
concentrarsi su quanto è cambiato piuttosto che sulla questione: "è dipendente oppure no
dall'alcol". Alcuni segnali di un problema alcol-correlato sono:
- A
- Mutamenti dell'umore e del comportamento. Puoi cominciare notando se
gli umori della persona cambino più rapidamente e irregolarmente. Può
apparire difficile da definire, ma tali cambiamenti nel temperamento
sembrano non avere un fondamento logico. I mutamenti d'umore e
di atteggiamento si possono manifestare in molti modi: come esempio,
durante una conversazione di gruppo, la persona che sta sviluppando un
problema legato al bere può avere difficoltà nel concentrarsi sul tema
di discussione. Può apparire distratto per un certo periodo, quindi
improvvisamente si riprende con un'osservazione o un commento non
pertinente oppure risponde in modo inadeguato. Normalmente sembra
inconsapevole o semplicemente ignora ogni segnale di disagio
manifestato dagli altri per il suo comportamento. Il bevitore è
probabilmente consapevole di essere distratto e compensa causando
confusione negli altri. Ovviamente questo succede se le persone hanno
altri problemi per la testa o sono indisposti. Inoltre il grado di
evidenza varia con la personalità del soggetto - in una persona tranquilla
vi sono segnali meno evidenti rispetto ad un carattere vivace. Anche
il grado di conoscenza oltre al livello e alla natura della relazione
ha la sua influenza. Ciò che interessa è la comparsa di un nuovo
comportamento e se il soggetto sembri non rendersi conto del
turbamento causato agli altri dal tentativo di dissimulazione e di
apparire normale. Più delineati sono i vuoti di memoria o la
confusione riguardante discorsi ed avvenimenti recenti. Le persone con
problemi legati all'alcol possono essere ripetitive scordandosi che la
questione è già stata discussa, ma piuttosto che riconoscerlo tentano
di dissimulare. Più disturbanti sono i soggetti polemici che,
dimenticando il tema in discussione, ti incolpano di ogni tensione. E'
comune nelle persone con problemi alcol-correlati diventare sempre più
inaffidabili al lavoro o a casa rispetto ai compiti che erano
soliti svolgere bene.
Possono progressivamente mettersi sulla difensiva quando ci si confronta su questi temi, incolpando
gli eventi e gli altri se le cose non vanno regolarmente. Una
progressiva mancanza di consapevolezza dei grandi eventi è spesso
evidente se il bevitore problematico perde interesse negli avvenimenti
esterni o se è troppo preoccupato per notarli.
- B
- Cambiamenti nelle modalità del bere. Può sembrare ovvio un
cambiamento nel modello di bere da parte del bevitore. Può uscire più
spesso per andare a bere, oppure assumere bevande alcoliche in casa o
da solo al contrario di prima. Può convertirsi a bevande più forti,
dalla birra ai superalcolici, per esempio. Può iniziare a bere sempre
prima durante il giorno. Ti puoi rendere conto che spende nel bere più
di quanto possa permettersi. Il soggetto con problemi di alcol
può iniziare a mentire sui suoi spostamenti - affermare che è stato
trattenuto al lavoro quando in realtà si è recato al bar. Puoi sentire odore di alcol nel
suo alito in circostanze inappropriate o quando il soggetto nega di
aver bevuto. Puoi sorprenderlo mentre beve di nascosto. Frequentemente scompare
per brevi periodi per andarsi a riempire il bicchiere. Puoi trovare
alcolici nei posti più strani - a casa, nelle camera da letto e negli
armadi - o sul luogo di lavoro. I vuoti vengono gettati direttamente nei bidoni piuttosto
che nei sacchetti domestici destinati al vetro.
- C - Segnali fisici Nel soggetto
con problemi alcol-correlati ad un certo stadio compare una riduzione
nella cura personale dell'aspetto e dell'igiene. Forse puoi notare
trascuratezza nella casa, nei pasti, nel terrazzo o nel giardino o
nelle cose delle quali era solito prendersi cura. Ci sarà un
deterioramento fisico e frequenti episodi di malessere, che il
bevitore è poco propenso ad attribuire al bere. In certi momenti può
tremare, sudare ed avvampare. Il vomito è comune al mattino. L'individuo con problemi alcolici si riempie
facilmente di lividi a causa della carenza di vitamine, i segni di
cadute o di contusioni sono spesso evidenti. Si assiste ad una
mancanza generale di coordinazione. Potresti notare black-out
(manifestazioni di assenza totale), ansia, depressione, scarso
appetito e insonnia. [AC]
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6 -
Quali sono i sintomi psicologici provocati dall'abuso di
alcol?
L'alcolismo
aumenta la frequenza e la gravità di tutti i disturbi psichici, sia che siano problemi di ansia sia di
depressione. L'ansia prodotta dall'alcol si caratterizza per la sensazione
immotivata di paura, che tende a ripetersi e a risultare debilitante.
L'alcol può ridurre la sensazione di ansia in via transitoria. Alla lunga , tuttavia, la dipendenza alcolica
aumenta paura ed ansia. Favorisce inoltre l'instaurarsi di attacchi di
panico, quando l'ansia perde i suoi confini e diventa incontrollabile.
Anche le crisi depressive possono essere provocate dall'alcol, segnate da
tristezza, affaticamento, perdita di motivazioni e difficoltà nel prendere
sonno. La depressione è provocata dagli effetti dell'alcol sul cervello in
aggiunta alle pesanti conseguenze dell'alcolismo sulla vita personale,
sociale e professionale. Un consumo di alcol prolungato e patologico
causa disturbi
affettivi oltre che disturbi della personalità e nella funzione
intellettiva. I problemi principali sono correlati alla perdita di giudizio
e di autostima e portano a difficoltà nei contatti e nella comunicazione in
famiglia, sul lavoro e in generale nei rapporti sociali. [ALCOWEB]
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7 -
L'alcolismo è una malattia?
Sì.
L'alcolismo è una malattia cronica, spesso progressiva con sintomi che
includono un forte bisogno di bere a dispetto delle conseguenze negative,
familiari, lavorative, sociali. Come molte altre malattie ha un decorso
generalmente prevedibile, presenta sintomi riconoscibili ed è influenzato
da cause biologiche, psicologiche, sociali, ma soprattutto da fattori
genetici ed ambientali che sono in corso sempre più avanzato di definizione
(Pubblicazioni &
Stampa - NIAAA, il
saggio su Alcohol Alert No. 30: Criteri Diagnostici per l'Abuso
e la Dipendenza
da Alcol. L'alcolismo comporta un comportamento patologico che porta a
serie complicazioni, talora fatali. Risponde al trattamento preventivo e alla
cura che risulta molto spesso efficace; richiede l'intervento medico: si
tratta di una vera e propria malattia. Il termine alcolismo fu impiegato
per la prima volta da Magnus Huss nel 1848 per racchiudere l'insieme
di problemi causati dall'abuso di alcol. Jellinek sviluppò il concetto di malattia
alcolica intorno al 1939, in relazione ad ogni utilizzo di bevande
alcoliche che possa causare danni fisici o mentali all'individuo e/o alla
società. Si possono considerare due stati patologici dovuti direttamente
all'eccessivo consumo di alcol per un dato soggetto:
- Complicanze
mediche, psicologiche e legali del consumo alcolico (dagli incidenti
stradali alla cirrosi epatica). E' l'eccessivo consumo di alcol a
risultare nocivo alla salute;
- "La perdita
della libertà di astenersi dall'alcol", una definizione di
dipendenza da alcol di Fouquet, è quasi sempre accompagnata dalla tolleranza (progressivo incremento nella quantità
richiesta per ottenere lo stesso effetto).
Queste
due condizioni frequentemente coesistono nei pazienti alcolisti, ma non
necessariamente. Sono stati sviluppati molti test (o scale) efficaci ai
fini della diagnosi e della gravità dell'alcolismo (DSM-IV, ICD 10, MAST...), consentendo l'implementazione
di un trattamento appropriato ed efficace. [NIAAA][ALCOWEB]
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8 -
L'alcolismo è ereditario?
L'alcolismo
tende ad essere ricorrente in seno alle famiglie e fattori genetici
spiegano in parte questo modello. Attualmente i ricercatori sono sulle tracce
dei geni che influenzano la vulnerabilità all'alcolismo. L'ambiente di un
individuo, come l'influsso delle amicizie, i livelli di stress e la
facilità di procurarsi l'alcol, possono inoltre influenzare il bere e lo
sviluppo dell'alcolismo. Altri fattori ancora, come il supporto sociale,
possono aiutare a proteggere persino le persone ad alto rischio dai
problemi alcolici. Il rischio tuttavia non è un destino: il figlio di un
alcolista non svilupperà automaticamente l'alcolismo, così come un soggetto
senza una storia familiare di alcolismo può diventare alcol-dipendente. (v. anche alla pagina Pubblicazioni & Stampa - NIAAA il saggio Alcohol Alert No. 18: La Genetica dell'Alcolismo). E' più un caso di predisposizione, di tratto genetico, come
per molte altre patologie (ipertensione, insufficienza coronarica, diabete, depressione...), che
dovrebbe allertare i soggetti più vulnerabili ad un
atteggiamento cauto e che prevenga il problema. La natura familiare
dell'alcolismo è largamente accettata: l'incidenza dell'alcolismo è due volte
più alta nei
gemelli omozigoti (sviluppatisi da un singolo ovulo) che in quelli
eterozigoti (sviluppatisi da due ovuli). Il rischio di sviluppare la
malattia è tre volte maggiore nei bambini i cui genitori biologici
sono alcolisti e che sono stati adottati e cresciuti da genitori adottivi
non alcolisti. Questi fattori genetici predisponenti non sono ancora ben compresi e
talvolta oggetto di disputa:
- Presenza di
geni specifici (per esempio l'allele A1 del gene per i recettori D2 per la dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nel meccanismo cerebrale di
ricompensa);
- L'ossidazione
metabolica (catabolismo) dell'alcol nel corpo differisce da persona a
persona, sesso, gruppo etnico probabilmente a causa di differenze
geneticamente determinate nel funzionamento degli enzimi responsabili.
La principale via metabolica prevede l'ossidazione enzimatica
dell'alcol ad acetaldeide, quindi ad acido acetico ed infine ad
anidride carbonica. Tali processi hanno luogo principalmente nel fegato.
Clinicamente
si è stabilito che i bambini di alcolisti hanno reazioni psicomotorie e
cognitive ad una dose data, moderata di alcol che è meno marcata rispetto
ai bambini dei non alcolisti. E' possibile che questo fatto possa alterare
la capacità di autocontrollo sul consumo di alcol e facilitarne l'abuso. [NIAAA][ALCOWEB]
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9 -
L'alcol è un ansiolitico e/o un antidepressivo?
Innanzitutto
un'osservazione: l'ansia e la depressione sono da 1.5 a 2 volte più
frequenti negli alcolisti che nella popolazione non-alcolista.
L'associazione ansia-depressione-alcolismo è abbastanza frequente: dal 15 al
30%. Nella maggior parte dei casi, l'eccessivo consumo di alcol e la
dipendenza appaiono prima della vera sindrome d'ansia e della vera
depressione: si parla di alcolismo primario. Quando avviene l'inverso,
l'alcolismo è secondario, cioè fa la sua comparsa dopo i problemi di umore.
Infatti i pazienti sperimentano, come chiunque altro, gli effetti
iniziali di riduzione dell'inibizione, di stimolazione e di sedazione dovuti all'assunzione di alcol. Dove
c'è ansia o depressione, si possono ricercare tali effetti come una sorta
di auto-medicazione. Ma gli effetti farmacologici dell'alcol si invertono con l'abuso
cronico, a causa del progressivo adattamento del sistema nervoso centrale.
Così i soggetti con una dipendenza primaria talvolta sviluppano ansia e
depressione secondarie e il ricorso all'alcol è non solo inefficace
ma può aggravare
le sindromi primarie. Questo è un vero e proprio circolo vizioso. Solo
l'astinenza potrà progressivamente trasformare tale situazione in circolo
virtuoso, ripristinando le condizioni preesistenti e mettendo in grado i
pazienti di curare le eventuali alterazioni psichiche primarie.
Un
fatto interessante è che nella psicosi maniaco-depressiva, caratterizzata da periodi di
euforia (mania) seguiti da depressione, l'assunzione di alcol è minore
durante la fase depressiva della malattia. Si deve ricordare inoltre che
gli alcolisti tendono a minimizzare o ridicolizzare la loro dipendenza,
preferendo avere un problema mentale come ansia o depressione che comporta
una minore colpa nella nostra cultura, sebbene tale attitudine stia
cambiando. In pratica ribadiamo che il miglior ansiolitico e
antidepressivo nel lungo termine per le persone alcol-dipendenti è
l'astinenza. Gli ansiolitici sedativi vengono prescritti solo durante la sindrome
d'astinenza, in dosi decrescenti per circa 2 settimane, per evitare di
sostituire una forma di dipendenza con un'altra. Nel 90% dei pazienti un
mese di astinenza ristabilirà l'umore normale. Solo in pazienti che ancora
mostrano segni di ansia o depressione, o che sviluppano una
"depressione post-astinenziale" (10%), seguirà la prescrizione
appropriata di farmaci psicotropi per evitare la ricaduta. [CESTEP][ALCOWEB]
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10
- L'alcolismo può essere guarito?
Non
ancora. L'alcolismo è una malattia trattabile, inoltre si sono rese
disponibili medicine per aiutare a prevenire le ricadute, ma una cura non è
ancora stata trovata. Questo significa che un alcolista, persino se è rimasto
in astinenza per lungo tempo e ha ricuperato la sua salute, può ricadere e
deve continuare ad evitare qualunque bevanda alcolica.
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11
- Esistono medicine per l'alcolismo?
Sì. Vengono usati comunemente due tipi di
medicine per trattare l'alcolismo. La prima categoria è costituita dai
tranquillanti benzodiazepinici (ad es. Valium® , Librium®), che sono usati solo durante i primi giorni di
trattamento per aiutare i pazienti ad astenersi totalmente in
modo sicuro dall'alcol. Il secondo tipo di farmaci è impiegato per
aiutare i pazienti a rimanere sobri. Un medicinale approvato di recente a
tale scopo è il naltrexone (ReViaT) negli Stati Uniti, mentre in Europa
viene di preferenza utilizzato l'acamprosato. Usato sotto supervisione dello specialista,
questa medicina attenua in molte persone il craving per l'alcol (impulso irresistibile
al consumo della sostanza) e aiuta a prevenire la ripresa di pesanti
bevute.
Un'altra
medicina è il disulfiram (Antabuse® , Etiltox®), che scoraggia il ricorso al bere provocando nausea,
vomito, arrossamento della cute ed altre reazioni fisiche poco piacevoli se
viene ingerito alcol. (v. anche alla pagina Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 33: Ricerca delle Neuroscienze e Sviluppo di Medicinali; e Media Advisory, Jan. 17, 1995:Approvato il Naltrexone per il Trattamento dell'Alcolismo; e - ALCOWEB,
Medical: Medicinali nel Trattamento della
Dipendenza / Sindrome di Astinenza da Alcol).
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12
- Funziona il trattamento per l'alcolismo?
Il
trattamento per l'alcolismo è efficace in molti casi. Gli studi dimostrano
che una minoranza di alcolisti rimane sobria un anno dopo il trattamento,
mentre altri alternano periodi di astinenza a ricadute. Altri ancora sono
incapaci di smettere di bere per qualunque periodo di tempo. La situazione
migliora se si ricorre alla terapia di gruppo (di auto-aiuto o etero-assistita), in cui la percentuale di ricadute è drasticamente
ridotta. Gli esiti del trattamento per l'alcolismo si possono paragonare
favorevolmente ai risultati ottenuti con molte altre condizioni mediche
croniche.
Più a
lungo ci si astiene dall'alcol, più aumentano le probabilità di rimanere in
sobrietà. (v. anche Pubblicazioni
& Stampa - NIAAA, il
bollettino Alcohol Alert No. 17: Trattamento Esito Ricerca). E' importante ricordare che molte
persone ricadono una o più volte prima di raggiungere una sobrietà a lungo
termine. Le ricadute sono comuni, ma questo non significa necessariamente
che un alcolista in trattamento abbia fallito o non possa eventualmente
riprendersi dall'alcolismo. Se si verifica una ricaduta, è importante
cercare di smettere di bere nuovamente e di cercare ogni forma di aiuto
necessaria per astenersi dall'alcol. Il supporto continuo di membri
familiari o di altri (ad es. i gruppi terapeutici) si può rivelare
importante ai fini del ricupero. [CESTEP][NIAAA]
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13
- Che cos'è il trattamento per la sindrome d'astinenza?
Il
trattamento della Sindrome di Astinenza Alcolica (SAA) è l'accurata
attuazione della totale astinenza da alcol in pazienti con scarsa
esperienza o dipendenza da bevande alcoliche. In alcuni casi viene condotto senza ospedalizzazione, più
raramente il trattamento è residenziale. I primi consulti con il medico
richiedono l'instaurarsi di un rapporto di fiducia, basato su un vero
dialogo, dal quale non viene escluso l'alcol. E' necessario
essere ben informati sulle conseguenze dannose dell'alcolismo ed essere
resi consapevoli della serietà del problema, senza eccessivi moralismi.
Una
delle funzioni del trattamento, attraverso l'esperienza dell'astinenza
completa e dell'intervento medico, è quella di rendere il paziente conscio
del suo alcolismo e desideroso di iniziare ad essere curato. Durante
l'astinenza, il paziente può continuare l'attività professionale e la vita
in famiglia. Abolisce completamente il consumo di alcol, sostituendone la
perdita con grandi quantità di fluidi (acqua o bibita), vitamine e sedativi
affiancati da medicine che attenuino gli effetti della sindrome di
astinenza e/o il craving (SSRI o inibitori della ricaptazione della serotonina, Naltrexone, Acamprosato, GHB o acido gamma-idrossibutirrico, come l'AlcoverT - sale sodico del GHB). [CESTEP][ALCOWEB]
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14
- Una persona deve essere alcolista per avere problemi
derivati dall'alcol?
No. Anche se non sei un alcolista, l'abuso di alcol può avere
effetti negativi, come l'incapacità di assumersi responsabilità lavorative,
scolastiche o familiari; problemi legali alcol-correlati; incidenti
automobilistici dovuti al bere; in più una molteplicità di danni alla
salute imputabili all'alcol. Talvolta i problemi possono insorgere persino in
presenza di
assunzione moderata di sostanze alcoliche, ad esempio durante la guida, la
gravidanza o mentre si assumono medicine. (v. anche Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol Alert No. 30: Criteri diagnostici per
l'Abuso e la Dipendenza
da Alcol.) [NIAAA]
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15
- Se si hanno problemi con l'alcol si può semplicemente
ridurne il consumo senza tuttavia smettere del tutto?
No, se
la diagnosi è quella di alcolismo. Gli studi dimostrano che quasi tutti gli
alcolisti (98%) che cercano semplicemente di diminuire il quantitativo
di alcol ingerito sono incapaci di portare avanti tale restrizione: per una
cura efficace è necessaria l'astinenza totale. Se tuttavia non sei un alcolista
ma hai problemi
alcol-correlati, potresti essere capace di limitare il tuo bere. In ogni
caso, se non fossi in grado di rispettare tale limite, devi smettere di
bere del tutto. [NIAAA]
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16
- Alcuni gruppi di persone sono più predisposti di
altri a sviluppare problemi alcol-correlati?
Sì.
Secondo il rapporto dell'EURISPES "Fuori dall'alcol"(2000), circa 5 milioni di
italiani abusano dell'alcol: 1,5 milioni di alcol-dipendenti e 3,5 milioni
di bevitori problematici. La somma rappresenta più del 10% della
popolazione al di sopra dei 14 anni (ca. 49 milioni). Tuttavia il consumo
di alcolici da parte degli uomini è triplo di quello delle donne; i
problemi alcol-correlati sono più alti tra i giovani di 18-29 anni che non
tra gli adulti ultra-sessantacinquenni. Anche tra i vari gruppi etnici,
l'incidenza dell'alcolismo varia: negli Stati Uniti il consumo di alcol è
diverso in rapporto all'etnia considerata. [CESTEP]
(torna
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17 - Come posso ottenere aiuto se ho problemi con
l'alcol?
Esistono
molti modi per ottenere un aiuto, anche immediato, se si hanno problemi
alcol-correlati: Ti puoi rivolgere a:
- Medico curante - Rivolgiti al tuo medico di base per avere
informazioni preliminari sui problemi e sui danni derivati
dall'alcolismo o dall'abuso alcolico. Sarà lui ad indirizzarti agli
specialisti o alle strutture di aiuto pubbliche e private adeguate.
- Medico specialista - Un alcologo è prevalentemente uno psichiatra, un
gastroenterologo od un internista che ha sviluppato conoscenze
specifiche sui problemi alcol-correlati: è in grado di fornirti
informazioni approfondite sul quadro clinico provocato dall'assunzione
patologica di alcol. Sarà suo compito consigliarti un eventuale
apporto farmacologico, decidere se necessiti di ospedalizzazione o di cure
ambulatoriali, suggerirti le terapie di appoggio individuali o di
gruppo, come anche indirizzarti agli opportuni specialisti qualora si
renda necessario. Se ti rivolgi ad un medico specialista (internista, epatologo, neurologo, angiologo, ecc.) per una qualsiasi forma di malattia,
che tu possa anche considerare non imputabile all'alcol, ricordati di
fargli sempre presente la tua situazione di bevitore. Le patologie derivanti dall'uso
inadeguato di alcol sono più numerose, frequenti e diffuse all'intero
organismo di quanto tu possa pensare.
- Operatore sociale - La figura dell'operatore sociale esperto nell'affrontare
le problematiche dell'alcolismo si va diffondendo anche in Italia: ti
può indicare le strategie e le strutture di aiuto più appropriate.
- ASL
- Rivolgiti alla ASL (Azienda Sanitaria Locale) che ha competenza sul
tuo territorio per conoscere gli indirizzi delle strutture pubbliche
di supporto al tuo problema. Esistono reparti di alcologia in svariati
ospedali così come servizi pubblici di assistenza ( SerT e N.O.A.) e comunità terapeutiche per
alcol-dipendenti.
- SERT e NOA - i SerT (Servizi Pubblici per le Tossicodipendenze)
e i N.O.A.
(Nucleo Operativo Alcologia) forniscono informazioni, assistenza e
trattamento a tutto campo sull'alcolismo, valutando la presa in carico
per te e la consulenza per i tuoi familiari o per le persone a te
vicine. Si avvalgono della collaborazione di medici, psicologi,
psichiatri, assistenti sociali, educatori ed infermieri. Per conoscere
i loro indirizzi rivolgiti al tuo medico curante o alla tua ASL o
consulta l'elenco telefonico.
- Ospedali e cliniche private - Nei casi urgenti di intossicazione o di
problemi di ordine sanitario rivolgiti agli ospedali che sono dotati
(in toto
o in parte) di strutture come guardia medica, pronto soccorso, reparto
specifico di alcologia, centro antiveleni. La qualità dell'assistenza
è rapportabile alla dotazione ospedaliera, alla recettività e alla
competenza medica: non sempre la sensibilità e la preparazione del
personale curante nei confronti della malattia alcolismo è all'altezza
della situazione e corrispondente alle attese. Anche le strutture
private, convenzionate e non, devono essere valutate con attenzione:
accanto a cliniche specializzate nella cura delle dipendenze o
dell'alcolismo, ve ne sono altre, anche molto costose, inadeguate, che
si limitano ad una più o meno rapida disintossicazione fisica da
alcol, senza fornire adeguato supporto psicologico di terapia
individuale o di gruppo né programmi di ricupero successivi alla
fase residenziale.
- Comunità terapeutiche e centri di ricupero - Sono spesso strutture di volontariato,
laiche o religiose, finalizzate al trattamento delle dipendenze,
alcolismo compreso. Vengono attuate le fasi di disintossicazione, terapia e reinserimento
sociale con programmi residenziali full- o part-time.
Gruppo
di aiuto - E'
costituito da un numero limitato di componenti e rappresenta un efficace
strumento di terapia che aiuta l'alcolista, già in fase di astinenza, a
rafforzare le motivazioni e i comportamenti adeguati al raggiungimento e
mantenimento della sobrietà, attraverso il reciproco confronto e lo scambio
di esperienze ed emozioni. I principali, presenti in Italia, sono:
-
AA > Alcolisti Anonimi: storica associazione sorta nel 1935 negli Stati Uniti ed ora
diffusa capillarmente in tutto il mondo. Chiunque lo desideri può diventarne liberamente
membro, senza corrispondere alcuna forma di pagamento. Sono gruppi di
auto-aiuto non professionale in quanto non è prevista la presenza di uno
specialista che coordini e indirizzi le sedute. La mancanza di controllo
sull'alcol da parte dell'alcolista attivo è il presupposto degli AA: per il
mantenimento dell'astinenza si fa riferimento ai cambiamenti ambientali,
comportamentali, psicologici e spirituali da attuarsi attraverso dodici
stadi ( i Dodici Passi). Sono previsti separatamente gruppi per i
familiari degli alcolisti (Al-Anon) e per i figli degli alcolisti (Alateen).
-
CAT > Club
degli Alcolisti in Trattamento: fondati da Hudolin nel 1964 a Zagabria e comparsi in
Italia a Trieste nel 1979, rappresentano gruppi di auto- e mutuo-aiuto fra
alcolisti e relativi familiari. Un operatore, non necessariamente
professionale, opera come moderatore/coordinatore. Per ogni gruppo possono
essere presenti al massimo 12 famiglie; se il numero è eccedente, viene formato un nuovo gruppo dalla
scissione del precedente. Attualmente in Italia si contano circa 6000 CAT,
che riferiscono a livello piramidale alle associazioni zonali (ACAT),
provinciali (APCAT), regionali (ARCAT) e nazionale (AICAT).
-
GM > Gruppi motivazionali: mirano a contrastare, attraverso una terapia di gruppo, i
disturbi comportamentali e cognitivi dell'alcolismo, attraverso una
razionalizzazione del problema e la messa in discussione della negazione
dell'alcolismo. I gruppi sono eteroassistiti, con la presenza di operatori
qualificati. In generale i presupposti, basati sugli studi scientifici e
sull'esperienza, sui quali poggiano i gruppi di aiuto sono:
- L'alcol-dipendente
ha un'ossessione mentale per l'alcol;
- Da
un punto di vista biologico e psicologico, l'alcolista differisce dal
bevitore sociale;
- Gli
alcolisti presentano un'incapacità permanente e irreversibile di
controllare la quantità di alcol assunta;
- L'alcolismo non può essere
guarito, ma solo interrotto tramite l'astinenza totale e permanente. [CESTEP]
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18
- L'astinenza deve essere definitiva?
La
maggior parte dei lavori su questo soggetto considera che l'astinenza
permanente è necessaria per ottenere miglioramenti significativi. Tutti i
gruppi di aiuto difendono fortemente questa posizione. Si sottolinea il fatto
che qualsiasi consumo di alcol conduce alla perdita di controllo e quindi
alla ricaduta nella dipendenza. chiunque sia alcol-dipendente rimane a
rischio di ricomparsa della dipendenza per il resto della vita. L'unico
obiettivo auspicabile è l'astinenza totale e definitiva. [ALCOWEB]
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19
- Che cosa accade in caso di ricaduta?
La
ricaduta è comune, specialmente durante i primi mesi di astinenza, un
periodo di grande vulnerabilità biologica, psicologica e sociale durante il
quale gli stimoli al bere sono frequenti. La ricaduta, tuttavia, dovrebbe
essere considerata come un'opportunità di rivedere e rinforzare lo sforzo
terapeutico. L'alcolista deve consultare il suo medico prima possibile nel
caso in cui ritorni a bere anche solo per una volta. La "storia"
della ricaduta può mettere in grado di identificare gli eventi premonitori,
da utilizzare in futuro come segnali d'allarme. Il paziente va confrontato,
ma rassicurato, senza banalizzare il significato dell'episodio. Se tuttavia
la ricaduta dura da molto tempo oppure è ricorrente, può rendersi
necessario riavviare il ciclo completo di terapia, continuando nel contempo
i trattamenti psicologici e farmacologici finalizzati a ridurre il desiderio compulsivo per l'alcol. [ALCOWEB]
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20
- Che cos'è il livello di sicurezza nel bere?
La
maggior parte degli adulti può bere quantità moderate di alcol ed evitare
problemi alcol-correlati.Tuttavia alcuni gruppi di persone non dovrebbero
bere del tutto. Questi includono le donne incinte o che
cercano di diventare gravide; le persone che decidono di guidare o di
intraprendere attività che richiedono attenzione e precisione; coloro che
assumono alcuni tipi di medicinali, compresi determinati prodotti da banco;
le persone in condizioni mediche tali da peggiorare per effetto dell'alcol;
gli alcolisti in trattamento; i giovani al di sotto di 21 anni (v. anche Pubblicazioni
& Stampa - NIAAA, il bollettino Alcohol
Alert No. 13: Sindrome
Alcolica Fetale; Alcohol
Alert No. 16: Il Bere
Moderato; Alcohol
Alert No. 27: Interazioni
Alcol-Medicinali). [NIAAA]
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21
- Se un alcolista non ha la volontà di chiedere aiuto,
vi è un modo per avviarlo al trattamento?
Questa
è una situazione estremamente impegnativa. Un alcolista non può essere
forzato a richiedere aiuto eccettuate alcune circostanze quali incidenti
violenti che richiedano l'intervento delle forze dell'ordine
o la susseguente emergenza medica Questo tuttavia non significa che tu
debba attendere una crisi per affrontare la situazione. Sulla base dell'
esperienza
clinica, molti specialisti raccomandano i seguenti stadi per aiutare un
alcolista ad accettare un trattamento:
- Cessa qualunque "missione" di
protezione - I componenti
della famiglia cercano spesso di proteggere l'alcolista dagli esiti
del suo comportamento fornendo scusanti alle altre persone circa il
suo bere e togliendolo dai guai. E' importante smettere immediatamente
tali tentativi in modo che l'alcolista possa porsi a confronto con gli
effetti dannosi del suo bere e divenire quindi maggiormente motivato a
smettere.
- Pianifica il tuo intervento - Decidi di parlare con il bevitore poco
dopo il manifestarsi di un problema alcol-correlato, come ad esempio
una seria lite familiare per la quale il bere abbia
giocato un ruolo
determinante oppure dopo un incidente imputabile all'alcol. Scegli
inoltre un momento di sua relativa lucidità in modo che entrambi
abbiate l'adeguata disposizione mentale e inoltre quando sei in grado
di parlargli privatamente.
- Sii specifico - Digli che sei coinvolto dal suo problema e
che desideri essergli di supporto nella richiesta di aiuto. Avvalora
il tuo coinvolgimento con esempi sul modo in cui il suo bere ha
causato problemi ad entrambi, includendo gli avvenimenti più recenti.
- Stabilisci le conseguenze - Avvisa il componente familiare che, sino a quando non si deciderà a chiedere aiuto, porterai
a termine le decisioni conseguenti, non per punire il bevitore ma per
proteggere te stesso dagli effetti dannosi del suo alcolismo. Queste
possono andare dal rifiuto di partecipare ad attività sociali che implichino l'uso di alcol fino all'abbandono della
casa. Non manifestare propositi che non ti senti in grado di portare a
termine.
- Sii pronto ad aiutarlo - Assumi informazioni in anticipo
riguardanti le opzioni di trattamento disponibili presso li luogo nel quale risiedi. Se l'alcolista manifesta
la volontà di curarsi, richiedi immediatamente un appuntamento con il
consulente relativo al programma di trattamento Offriti di recarti con
lui alla prima visita del programma di trattamento o, se possibile, al
gruppo di aiuto.
- Chiama un amico - Se l'alcolista ancora rifiuta di chiedere
aiuto, chiedi ad un amico di parlare con lui. Un amico che sia un alcolista in trattamento può essere
particolarmente persuasivo; tuttavia qualunque amico fidato e privo di
pregiudizi può essere in grado di fare la differenza. E' spesso
necessario l'intervento di più persone, per più volte per persuadere
l'alcolista a cercare aiuto.
- L'unione fa la forza - Con l'aiuto di un terapeuta
professionista, alcuni nuclei familiari si uniscono a parenti ed amici
per confrontare l'alcolista in gruppo. Se da un lato questo approccio
può rivelarsi efficace, dall'altro è necessario condurre questo tipo
di intervento sotto la guida di un terapeuta esperto nella terapia di
gruppo.
- Fornisciti di un valido supporto - Indipendentemente del fatto che
l'alcolista chieda o no aiuto, puoi beneficiare dell'incoraggiamento e
del supporto di altre persone nella tua stessa situazione. I gruppi di
aiuto per familiari di alcolisti, forniti da alcune associazioni
pubbliche e private, includono SerT, N.O.A., GIMOF, Al-Anon, Alateen e CAT. Questi gruppi aiutano i familiari a
comprendere che non si è responsabili dell'alcolismo del proprio congiunto
e che solo lui deve intraprendere il cammino per prendersi cura di se
stesso, indipendentemente dall'aiuto chiesto dal familiare.
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22
- Che cosa sono i gruppi di aiuto?
Sono
gruppi di terapia per gli alcolisti o per i loro familiari, assistiti da
personale professionale o non, basati sul mutuo aiuto, sul rafforzamento
delle motivazioni di cura, sul cambiamento degli aspetti cognitivi e
comportamentali tipici dell'alcolismo. Tali mutamenti conducono a un
radicale sovvertimento dello stile di vita alcolista: presupposto
essenziale per tutti i gruppi di terapia è l'astinenza totale e definitiva
dall'alcol. Per conoscere più approfonditamente i tipi e i programmi dei
diversi gruppi. Una partecipazione regolare agli incontri e la solidarietà
tra i componenti del gruppo costituiscono una garanzia di base per il
mantenimento dell'astinenza. [CESTEP]
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23
- E' sicuro bere durante la gravidanza?
No.
Bere durante la gravidanza può rappresentare un serio rischio per gli effetti
dannosi sulla salute del neonato. Tali effetti vanno dal ritardo mentale,
alle anomalie organiche, all'iperattività nell'apprendimento e a problemi
comportamentali. In più molti di questi disordini permangono nell'età
adulta. Sebbene non si sappia con esattezza la quantità di alcol richiesta
per causare tali disordini, è certo che tali problemi sono completamente
prevenibili se una donna si astiene dall'alcol durante la gravidanza. Lo
stesso ragionamento è riferibile alle donne che desiderano rimanere incinte
( v. anche Pubblicazioni
& Stampa - NIAAA, il
bollettino Alcohol Alert No. 13: Sindrome Alcolica Fetale ed il pamphlet L'Alcol e la tua gravidanza). [NIAAA]
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24
- Quando si invecchia, l'alcol influisce sull'organismo
in modo differente?
Sì. Quando
una persona invecchia, alcune funzioni mentali e fisiche tendono a
declinare, come la vista, l'udito e il tempo di reazione. Inoltre altri
mutamenti fisici associati all'invecchiamento possono far sentire le
persone più anziane "su di giri" dopo l'assunzione di quantità
anche modeste di alcol. Questi fattori combinati rendono le persone anziane
più inclini ad avere problemi alcol-correlati: cadute, incidenti
automobilistici ed altro. In aggiunta, le persone anziane tendono a
prendere più medicine di quelle giovani e la miscela con l'alcol di
medicinali da banco e da prescrizione può essere pericolosa, persino
fatale. Inoltre molte condizioni mediche comuni tra gli anziani, incluse
l'ipertensione e l'ulcera, possono peggiorare con il bere. Anche se non vi
sono ragioni di ordine medico per evitare l'uso di alcolici, gli uomini e
le donne anziane dovrebbero limitare l'assunzione di alcol ad un bicchiere al giorno (v. anche Pubblicazioni & Stampa - NIAAA, il pamphlet Pagina sull'Età: Invecchiamento e
Abuso Alcolico e il bollettino Alcohol Alert No. 40: Alcol e Invecchiamento).
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25
- L'alcol agisce sul corpo femminile in modo differente
rispetto a quello maschile?
Sì. Le
donne restano intossicate più degli uomini dopo aver bevuto la medesima
quantità di alcol, anche tenendo conto delle differenze di peso. Ciò
avviene a causa del minor contenuto d'acqua del corpo femminile
rispetto a quello maschile. Dal momento che l'alcol si miscela con i
liquidi corporei, un determinato quantitativo di alcol diviene più concentrato
nel corpo di una donna rispetto a quello di un uomo. Questa è la ragione
per la quale il limite di alcol raccomandato per le donne è inferiore.
Inoltre la donna paga un prezzo più pesante dell'uomo: la dipendenza
alcolica e i problemi medici alcol-correlati, come i danni al cervello e al
fegato, progrediscono più rapidamente). [NIAAA]
Due
recenti studi indicano che le donne sviluppano la tendenza alla
"riduzione" del cervello e ai danni alle capacità mnemoniche più
rapidamente della controparte maschile che beve. Il dr. Daniel W. Hommer e i suoi collaboratori del NIAAA (National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism) riferiscono, su un saggio del
febbraio 2001 della rivista American Journal of Psychiatry, che il cervello delle donne è più vulnerabile
ai danni provocati dall'alcolismo. Lo studio è il primo a dimostrare la
differenza tra i due sessi nella "riduzione" cerebrale, così
comune tra gli alcolisti. I ricercatori hanno scoperto che, mentre gli
alcolisti maschi, in astinenza da tre settimane, mostravano segni di
"riduzione" cerebrale se confrontati con maschi sani, la
differenza tra donne alcoliste e sane era molto più marcata. Questa
riduzione riflette probabilmente la morte delle cellule cerebrali. La
riduzione cerebrale aumenta con l'età in tutti noi, afferma Hommer. "Il precoce decremento del
cervello rilevato negli alcolisti può renderli più vulnerabili al declino
cognitivo e alla demenza quando invecchiano. L'alcolismo è legato alla
demenza e questi studi suggeriscono che le donne alcoliste sono
particolarmente a rischio".
Un
secondo studio, pubblicato nel febbraio 2001 da Susan F. Tapert su Alcoholism: Clinical & Experimental Research, è incentrato sugli effetti del
consumo di alcol sulla riduzione di una particolare zona del cervello -
l'ippocampo - che è critica per la memoria. Sebbene entrambi i sessi
appaiano essere colpiti dagli effetti neurologici tossici dell'alcol, le
donne spesso hanno storie più brevi di bevute pesanti prima di sperimentare
gli stessi effetti avversi, scrive Tapert. Gli studi indicano che il danno
cerebrale nella donna avviene più velocemente che tra gli uomini e si
evidenzia persino nelle bevitrici adolescenti. "Abbiamo condotto
diversi studi comparativi sulle capacità del pensiero e della memoria in adolescenti"
dice la Tapert,
"anche nel caso in cui le donne non stessero bevendo da così lungo
tempo rispetto agli uomini".
Gli
studi indicano che il danno cerebrale femminile avviene più rapidamente
persino in bevitrici adolescenti. "Abbiamo scoperto che le capacità di
ricordare informazioni, risolvere problemi spaziali come lavorare con mappe
e puzzle, ed eseguire calcoli mentali di aritmetica erano meno accurate
nelle giovani che bevono pesantemente. Le parti del cervello che mostravano
le differenze sono dislocate in aree preposte all'orientamento nello spazio
e all'elaborazione delle informazioni, dalle quali siamo bombardati
quotidianamente". [AlcAbout]
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26
- L'alcol fa bene al cuore. E' vero?
Alcuni
studi riportano che i bevitori moderati - coloro che assumono 1-2 bicchieri
al
giorno - sono meno inclini a sviluppare malattie cardiache rispetto ai non
bevitori o ai forti bevitori. Piccole quantità di alcol possono proteggere
da danni coronarici aumentando il livello di colesterolo
"buono" HDL e riducendo il rischio di emboli nelle arterie
coronarie. Se sei astemio tuttavia non è il caso che inizi a bere perché il
tuo cuore ne tragga beneficio: si può ottenere una protezione efficace
contro i danni coronarici attraverso un'attività fisica
regolare e una dieta povera di grassi. E se sei incinta o stai programmando
di avere un figlio, se sei stato diagnosticato come alcolista,
oppure presenti un quadro clinico che può peggiorare con l'uso dell'alcol,
allora non devi bere. Anche per i bevitori sociali la moderazione
rappresenta il fattore chiave: il bere pesantemente può subito incrementare
il rischio di danni cardiaci, infarti, ipertensione così come essere causa
di molti problemi medici come la cirrosi epatica). [NIAAA]
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27
- Se si prendono medicinali da banco o da prescrizione,
si deve smettere di bere?
E'
preferibile. Più di 100 principi attivi nei medicinali interagiscono con
l'alcol, provocando un maggior rischio di malattie, danni e, in alcuni
casi, di morte. Gli effetti dell'alcol sono esaltati dai farmaci che
deprimono il sistema nervoso centrale, come le pillole per il sonno (ipnoinducenti), gli antistaminici, gli
antidepressivi, gli ansiolitici e alcuni analgesici. Inoltre i medicinali
per alcune malattie, come il diabete e i danni cardiaci, possono essere
pericolosi se presi insieme all'alcol. Se stai prendendo medicine da banco
o da prescrizione, chiedi al tuo medico curante o al farmacista se puoi
bere alcolici in sicurezza. [NIAAA]
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28 - Cosa succede se vengo fermato
alla guida di un veicolo con un'alcolemia superiore a 0,5 grammi/litro?
Il
nuovo codice della strada prevede:
- La
sospensione della patente;
- Una
multa pari ad un minimo di 258 Euro;
- La
sottrazione di 10 punti dalla patente di guida (il doppio per i neo-patentati).
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29 - Cos'è la "CDT"?
La Transferrina desialata è uno dei più recenti marcatori
biologici di consumo alcolico.
I suoi
valori aumentano dopo un uso continuativo e prolungato di alcol e si
mantengono elevati per circa 2 settimane dalla sospensione dell'uso.
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30 - E' vero che si può andare in coma per colpa
dell'alcol?
Sì. Il
coma alcolico compare a livelli di alcolemia superiori a 3 grammi/litro ed
è caratterizzato da:
- Perdita
di coscienza;
- Ipotermia;
- Iporeflessia;
- Ipotensione;
- Depressione
respiratoria.
Se non
trattato urgentemente in ambiente ospedaliero può essere mortale.
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31- Molti
credono che le bevande alcoliche leggere non danneggino la salute.
E' vero, oppure nel tempo ci saranno
conseguenze?
Sicuramente
le bevande a bassa gradazione alcolica sono da preferire riapetto ai
superalcolici, ma il loro consumo non mette al sicuro da eventuali danni,
anche perché, in un uso protratto, ciò che più conta è la quantità
complessiva di alcol (in peso secco) assunta. Per questo non si devono
superare le 2-3 unità alcoliche per l'uomo e le 1-2 unità alcoliche per la
donna, per rientrare entro i limiti di un bere a "basso rischio". 1 unità alcolica equivale a circa 12
grammi di alcol in peso secco ed è contenuta, ad esempio, in una lattina di
birra da 330 ml a 4 gradi (%) o in un bicchiere di vino da 125 ml a 12
gradi (%).
Non è
comunque possibile individuare una "dose sicura".
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di bere il meno
possibile (Less is
better! = Meno è meglio!).
Bere alcolici è un atto che andrebbe compiuto solo da soggetti
responsabili, sufficientemente informati sui rischi connessi, e certamente
diventa un comportamento a grave rischio se:
- Si
ha meno di 16 anni (divieto di vendere alcolici, sancito per legge);
- Si
è digiuni o quanto meno lontano dai pasti;
- Si
assumono farmaci;
- Si
soffre di una malattia acuta o cronica;
- Si
sta espletando una attività lavorativa o
scolastica;
- Si
deve mettersi alla guida di autoveicoli e motocicli o si devono usare
macchinari;
- Si
è ansiosi o depressi;
- Si
è in gravidanza o si sta allattando al seno;
- Esiste
una familiarità alcolica;
- Si
è dipendenti da altre sostanze.
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32 - Cosa significa "PPAC"?
PPAC è
un acronimo delle parole "Patologie e Problematiche Alcol Correlate".
Con questo termine s'intende l'insieme dei danni che l'alcol determina nel
fisico (malattie) sommato alle conseguenze negative che l'uso protratto di
tale sostanza determina a livello sociale e lavorativo a discapito degli
individui coinvolti e della collettività.
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