MILANO. UN AUTOMOBILISTA SU TRE GUIDA IN STATO DI EBBREZZA.

Un automobilista su tre e' risultato positivo al test dell'etilometro nei controlli effettuati negli ultimi due mesi a Milano. E' il dato evidenziato dall'assessore alla Salute del Comune, Giampaolo Landi di Chiavenna, alla presentazione della campagna di sensibilizzazione estiva contro l'abuso di alcol e droga. Un'iniziativa che, dal 25 luglio a metà settembre, metterà in guardia, tramite cartellonistica e messaggi audio e video, gli automobilisti dal rischio di mettersi al volante sotto l'effetto di alcolici o di sostanze stupefacenti.

Promossa da Palazzo Marino, la campagna si sposterà da Milano ai lidi della Riviera Adriatica, fino alle coste del Salento, grazie alla sinergia con la Provincia di Lecce e le associazioni delle discoteche

ADUC DROGHE

 

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ARRIVA L’ETILOMETRO PORTACHIAVI

In vendita da oggi a Festinvalle, allo stand della Croce Rossa

Un etilometro (misuratore di alcol nel sangue) a forma di portachiavi, quindi portatile e utilizzabile con estrema facilità: sarà messo in vendita da oggi a domenica, allo stand della Croce Rossa di San Pellegrino, allestito a Piazza Brembana nell'ambito di Festinvalle. La proposta arriva dalla responsabile del settore sociale della Cri di San Pellegrino.

«Si chiama minibrillo ed è della ditta Zetalab – spiega Moira Bonzi, 27 anni, di San Giovanni Bianco –. È un etilometro realizzato a mo' di portachiavi con piccolo semaforo: la persona soffia nella feritoia dello strumento. Se si accende la luce verde significa che la quantità di alcol presente è bassa o inesistente e quindi ci si può mettere al volante dell'auto o della moto, la luce gialla indica una presenza di circa 0,25 grammi al litro, mentre se si accende il rosso significa che l'alcol ingerito è oltre gli 0,5 grammi al litro, ovvero una quantità superiore al limite consentito dalla legge. Abbiamo ritenuto possa essere un servizio sociale di grande utilità, per questo ci limitiamo a venderlo allo stesso prezzo di acquisto, dieci euro, cifra che non abbiamo voluto ritoccare per incentivare i giovani a comprarlo. (*) Se l'iniziativa funzionerà siamo pronti ad acquistarne altri» (per informazioni telefonare allo 0345.21666 il lunedì sera).

L'etilometro a forma di portachiavi sarà, quindi, una delle novità presenti a Festinvalle che apre i battenti da stamattina. Tra le numerose proposte offerte al pubblico, la Provincia metterà a disposizione uno stand a riproduzione di un tipico alpeggio bergamasco, allo scopo di avvicinare il pubblico all'ambiente montano e alle sue caratteristiche.

«Nello stand, i visitatori, soprattutto i più piccoli – illustra la referente delle Fattorie didattiche della Provincia, Stefania Pendezza –, saranno invitati da operatori specializzati a dedicarsi alle attività tipiche dell'ambiente montano e a realizzare semplici manufatti con materiale povero. Infine, attraverso giochi didattici come la Agritombola, potranno scoprire in modo divertente le risorse del mondo rurale».

Gli ospiti, inoltre, potranno visionare le pubblicazioni edite dalla Provincia in materia di mondo rurale e di cultura agricola.

L’ECO DI BERGAMO - Vi. B. 

 

(*) Nota: gli etilometri elettronici per uso personale non sono molto affidabili. Meglio quelli monouso che si basano su una reazione chimica. Meglio ancora cercare di trasmettere il concetto “o si beve o si guida”.

 

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PREFETTURA E FEDERFARMA

Kit gratuiti per controllare l'alcol dal primo agosto in farmacia

Aumenta l'uso di alcolici, soprattutto tra i giovani. Sono 444 le patenti ritirate per guida in stato d’ebbrezza nella provincia durante il primo semestre dell’anno in corso. Il dato registra un lieve aumento rispetto al 2007

Ascoli, 26 luglio 2008 - Sono 444 le patenti ritirate per guida in stato d’ebbrezza nella provincia durante il primo semestre dell’anno in corso. Il dato registra un lieve aumento rispetto al 2007, (da gennaio a giugno sono state sospese 411 patenti), proporzionale, tuttavia, all’aumento dei controlli delle forze dell’ordine nei primi sei mesi del 2008 che, dai 21.568 dell’anno precedente, raggiungono i 23.877. Calcolando su base annua nel 2006, su 32.034 controlli e 2.080 ritiri totali, sono stati 799 i provvedimenti sospensivi per guida sotto l’effetto di alcool; mentre nel 2007, 852 su 41.672 controlli effettuati e 1.761 ritiri.

 I dati sono stati forniti dalla Prefettura in occasione del progetto ‘Un soffio per la vita’ che ha realizzato d’intesa con la Federfarma e in collaborazione con l’amministrazione provinciale e i Comuni di Ascoli e San Benedetto, oltre al sostegno della Banca Piceno-Truentina, Banca di Credito Cooperativo di Ripatransone e della Banca di Credito Cooperati vo Picena. L’iniziativa si colloca nel quadro della ‘Campagna europea della sicurezza stradale promossa dalle farmacie italiane’ per contenere il fenomeno infortunistico, soprattutto notturno, legato all’abuso dell’alcool che coinvolge sempre più il mondo dei giovani.

 Oltre il 35% degli incidenti stradali in Italia è da ricondurre all’eccessiva assunzione di bevande alcoliche e la fascia d’età più colpita dai provvedimenti sospensivi va dai 27 ai 34 anni."Negli ultimi anni - afferma Massimo Rossi, presidente dell’amministrazione provinciale - tra i ragazzi dai 14 ai 18 anni è raddoppiato l’uso dell’alcool fuori pasto. Il 25% degli incidenti notturni si registra il sabato sera; aggiungendo i dati del venerdì, raggiungiamo il 50%".

 Il Questore, Giuseppe Mastrogiovanni, nel denunciare l’abbandono della funzione della famiglia, riferendosi alla ‘moda’ milanese di rivolgersi ad investigatori privati per controllare i propri figli, racconta dei tanti ragazzi fermati tra bar e sala giochi mentre consumano la bevanda del momento: Campari e prosecco. La campagna istituzionale per la prevenzione dell’abuso prevede dal primo agosto la distribuzione gratuita di 4.500 kit di alcool test in tutte le farmacie del Piceno. La promozione di questo strumento facile e attendibile deve però fare i conti con quelle lobby che continuano a proporre il consumo d’alcol in modo tanto forte, quanto sublime.

IL RESTO DEL CARLINO - Federica Andolfi

 

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DIPENDENZE IN AUMENTO 

L’analisi del fenomeno da parte del Sert

 PIOMBINO. In crescita il numero di alcolisti in cura al Sert della Val di Cornia. Un aumento dovuto a più fattori, non solo un incremento del consumo di alcol ma anche una maggiore conoscenza, da parte degli utenti, del servizio. Il fenomeno è da tenere sotto controllo anche in relazione alle nuove abitudini di consumo dei giovani. Bevande leggermente alcoliche, aperitivi, cocktail: facili da acquistare a tutte le età e talvolta primo passo verso la dipendenza da alcol. Il “prenderla secca” il sabato sera è, di fatto, una moda. Lo sballo come sinonimo di divertimento un luogo comune.

 Ma cosa c’è in agguato? Incidenti stradali, dipendenza, danni fisici e psicologici, problemi in famiglia e sul lavoro. Solo una parte di chi precipita in questo giro vizioso poi riesce a risollevarsi, magari grazie all’aiuto delle associazioni di alcolisti e dei servizi sanitari locali.

 Lo scorso anno gli alcolisti in cura al Sert della Val di Cornia sono stati 42. Ed il dato è analogo a quello nel 2008. Ma se torniamo indietro nel tempo l’incremento dei casi diventa significativo. Nel 2003 erano 29 le persone in cura, 30 nel 2006. Uomini adulti (poche le donne) con un’età media di 48 anni (leggermente superiore a quella registrata dal Sert di Cecina e dell’Elba). In genere chi si rivolge al servizio sanitario ha comunque più di 30 anni.

«Dallo scorso anno - spiega la responsabile del servizio, Cristina Tilli - abbiamo in cura anche cittadini stranieri, alcuni casi di alcolisti residenti sul nostro territorio ma originari dell’Est Europa»

 I numeri del Sert non possono, però, rendere conto del fenomeno del “bevitore occasionale”, in questo caso giovane o molto giovane, che si ubriaca con frequenza nei fine settimana. Il questo caso il servizio sanitario interviene, o tenta di intervenire con la prevenzione: incontri a scuola, dibattiti, materiale informativo. Ed anche alcuni quiz.

 Ecco che si scopre, allora, che l’abitudine di bere è diffusa anche tra i ragazzi di 14 e 15 anni, ben consci dei divieti di legge ma poco o per nulla preparati sui rischi per la salute connessi all’uso e all’abuso di alcol sotto una certa età. «Sanno bene con quali tassi alcolemici nel sangue rischiano il ritiro della patente - racconta la dottoressa Tilli - ma ignorano che l’abuso di alcolici provoca danni cerebrali o gastrici legati a fattori biologici: prima dei 18 anni l’organismo non ha un corredo enzimatico sufficientemente sviluppato per digerire l’alcol». L’abuso di alcol rende i giovani aggressivi o vulnerabili, a rischio incidente se si trovano alla guida. Ragazzi e ragazze pericolosi per se stessi e per gli altri, potenziali malati o alcolisti, con tutto ciò che questo comporta sotto il profilo umano e sociale.

 «Tra i 15 ed i 17 anni - continua Cristina Tilli - il consumo si limita, generalmente, a bevande poco alcoliche, dopo di che si comincia con gli aperitivi a base di superalcolici». Il vino e la birra diventano abitudini e nei casi più gravi dipendenze. Le persone che chiedono aiuto, però, rappresentano solo una fetta di un fenomeno di ampie dimensioni, difficilmente quantificabili.

«Da noi - spiega la responsabile del Sert - si presentano quelle persone per le quali l’alcol è diventato un problema sociale, lavorativo, legale». Insomma chi non ne può più e vuole uscirne. E lo stesso vale per le associazioni di alcolisti sul territorio che intercettano un maggior numero di malati e rappresentano la prima linea per combattere il fenomeno.

IL TIRRENO - Valentina Landucci 

 

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COMUNICATO STAMPA AICAT

Le 2300 comunità multifamiliari dell'Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento  (AICAT) esprimono la loro convinta adesione al cartello dselle associazioni che esprimono il loro dissenso verso l'organizzazione della Festa della Birra a Baronissi (Sa).

L'AICAT da anni si fa sostenitrice insieme alla Società Italiana di Alcologia e all'Istituto Superiore di Sanità del mese della prevenzione alcologica e di tante altre campagne in cui si evidenzia lo strettissimo legame, ormai epidemiologicamente  certificato dall'organizzazione Mondiale della salute, tra  consumi alcolici e livello di rischio e di danno. L'OMS ed altri autorevoli consessi scientifici internazionali che si occupano di sicurezza hanno più volte sottolineato come i problemi  legati al consumo di alcol non siano esclusivamente circoscrivibili agli stati di alcoldipendenza. Anzi il più delle volte incidenti e morti sono causati dal cosiddetto bere  occasionale o episodico: ne sono testimoni centinaia  di vittime del bere passivo, cioè del bere di chi si mette alla guida di autoveicoli o di chi, ormai senza freni inibitori, può offendere gravemente e letalmente il prossimo in una rissa.

Sono ormai innumerevoli i documenti  dell'OMS, del Consiglio d'Europa e di tantissimi stati membri e consessi scientifici europei  e mondiali che lanciano l'allarme sul fatto per cui l'alcol è la terza causa di morte nel  mondo è la  prima causa di morte tra i giovani  che decedono in età compresa tra i 15 e i 29 anni .

Crescono parimenti l'attenzione e la mobilitazione degli Stati Europei nel contrastare attraverso efficaci  politiche di controllo e di disincentivazione di  messaggi ed iniziative promozionali del bere alcolici  i danni e le morti indotte dall'alcol.

Anche il Governo Italiano  si è di recente posto concretamente sul terreno del contrasto dei comportamenti pericolosi alla guida con un recente pacchetto di misure inerenti la guida sotto effetto di alcol e droghe.

Inoltre lo stesso governo ha lanciato un fortissimo segnale di attenzione all'emergenza alcolica  che insanguina quotidianamente le nostre strade e genera continui lutti nelle famiglie convocando nel prossimo ottobre la Prima Conferenza Nazionale sull'Alcol.

Ma tutto questo a Baronissi, civilissima cittadina  della provincia di Salerno, non sembra interessare .Addirittura un'associazione di volontariato,aderente all'ANPAS che ha partecipato in un recente passato a molteplici iniziative di prevenzione alcologica a livello nazionale,organizza un evento che,in assenza di alcuna documentabile politica territoriale di contrasto dei problemi prodotti dal bere, può diventare un luogo ad altissimo rischio per l'insorgenza di problemi di sicurezza e di incolumità per la salute e la vita dei partecipanti.

Non risulta infatti chiaro  al momento come l'invito alla moderazione ed alla responsabilità nel bere in una manifestazione ove si prevede il consumo di cinquemila(!!) litri di birra possa concretizzarsi secondo modalità e criteri accertabili e misurabili.

Ci chiediamo e chiediamo in concreto se, al di là di generiche raccomandazioni di sapore demagogico e paternalistico, sono previsti per esempio controlli con l'etilometro per chi lascia la Festa e si mette al volante dopo aver libato.

E' una domanda che giriamo specificamente a chi patrocina o sostiene anche economicamente tale evento: l'Amministrazione Comunale di Baronissi,il cui sindaco e alcuni assessori sono medici e dovrebbero essere informati sulle raccomandazioni dell'OMS e delle indicazioni del Ministero della Salute (cfr,. Piano nazionale  Alcol e Salute e il programma Guadagnare Salute); la Provincia di Salerno, che in modo schizofrenico con una mano da due anni promuove la campagna su alcol e sicurezza stradale "Sobri e Sicuri"  e con l'altra  finanzia e sponsorizza sagre e feste a base di bevande alcoliche.

Da tali enti attendiamo risposte chiare e responsabili.

Come attendiamo chiarimenti anche da altre realtà, come qualche comunità parrocchiale salernitana che,in barba alle raccomandazioni  sanitarie internazionali, ritengono di educare allo "spirito… di vino (meglio se Taurasi) bambini, adolescenti e adulti preoccupandosi di porre freno alla drammatica crisi di vendite  che il vino sta vivendo.

Risponderà qualcuno? Attendiamo fiduciosi e vigili.

Dalla presidenza nazionale AICAT

Salerno 2/08/08

 

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AI MONDIALI L’ALCOL PREVENTION DAY 2008

Varese - Avviata la macchina organizzativa per la giornata di sensibilizzazione sull’uso dell’alcol da parte dei giovani, che coinvolge gli esercenti della città.

Giovedi 7 Agosto 2008

Sensibilizzare ancora una volta i giovani frequentatori del mondo del divertimento sull’importanza del giusto ed equilibrato consumo di alcol: è questo l’intento dell’Alcol Prevention Day 2008, in fase organizzativa a partire da questi giorni.

Giunto alla sua quarta edizione, l’Alcol Prevention Day 2008 si svolgerà sabato 20 settembre, vale a dire in piena festa per i Mondiali di Ciclismo, una coincidenza di grande valore per poter godere di una platea ancor più allargata, unita ad una maggiore visibilità sia a livello locale che nazionale ed internazionale. In particolare, la manifestazione di quest’anno vuole integrarsi appieno con la città, concentrandosi sui luoghi deputati al relax e ideali, quindi, al consumo di alcolici. Diviene pertanto fondamentale realizzare azioni sinergiche tra i gestori dei bar varesini e gli abitudinari dell’happy hour, per far sì che si parli di alcol, dei suoi effetti e dei suoi rischi coinvolgendo il maggior numero di giovani.

Il tavolo tecnico organizzativo è composto da numerose realtà associative cittadine, sia di categoria che sociali, tra cui Ascom Varese, l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Varese, la Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione COLCE, Confesercenti.

L’evento farà perno sul concorso per il miglior aperitivo analcolico dedicato quest’anno ai Mondiali di Ciclismo 2008 e giudicato da esperti del settore rappresentanti di Ascom Varese, Confesercenti, Associazione Italiana Sommelier, Slow Food e De Filippi.

La campagna di comunicazione prevede la distribuzione di adesivi a magliette con il logo dell’evento, la creazione di uno spazio dove poter misurare il tasso alcolico, pannelli di informazione in diversi punti della città. La macchina organizzativa dell’Alcol Prevention Day 2008 è già in moto: infatti, in questi giorni, i gestori dei bar della città saranno contattati da incaricati dall’organizzazione per raccogliere l’adesione gratuita all’evento. 

Per informazioni rivolgersi a:

Silvia Antonetti, segreteria Colce, tel. 3470839882

Antonella Zambelli, Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) tel. 0332282338

Ascom Varese, tel. 0332342011

VARESENEWS

 

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LA RIVOLUZIONE DEI Sert: assistenza per le nuove dipendenze. Droga, alcol e azzardo: in cura 8 mila milanesi.

I numeri dell'emergenza. La più giovane paziente in riabilitazione ha 15 anni, è cocainomane. La più anziana ne ha 82.

Casco con gli occhiali, joystick e precipiti in una dimensione virtuale:l'ufficio, il bar, la spiaggia, l'appartamento, dove ti muovi e vivi. Inizia come un gioco. È la nuova frontiera per avvicinare gli alcolisti, i più giovani, al lungo percorso di diagnosi e, poi, riabilitazione. Funziona. «Posso ripeterlo?», domanda chi si è catapultato nel viaggio virtuale quando il test finisce e mezz'ora è volata. Via Melchiorre Gioia 63: l'équipe del Nucleo Operativo Alcologia (Noa), diretto da Cinzia Sacchelli, è protagonista di una sperimentazione con l'Università Cattolica che si è già guadagnata l'attenzione dei colleghi statunitensi.

La rivoluzione del dipartimento Dipendenze della Asl comincia da qui: tre Noa, otto Sert (Servizi tossicodipendenze), 12 comunità e un Cad (centro aiuto droga), approdo per 8.000 milanesi, malati di dipendenza da droghe, alcol, shopping compulsivo o gioco d'azzardo. Sembrano tanti ma sono un niente in una città che galleggia su un fiume di cocaina — l'Osservatorio Asl stima che nell'ultimo mese 90mila persone nella fascia 15-64 anni abbiano usato cannabis, 20mila cocaina e 5000 anfetamine — e di alcol — a rischio il 20 per cento della popolazione, alcolista l'8 —. Sono la punta dell'iceberg, quelli che hanno deciso di voltare pagina.

Cambiano gli scenari dell'abuso: «Da 13 a 18 euro una dose di una droga qualsiasi più un alcolico. Meno di una pizza con birra», spiega Roberto Mol-lica, medico. La più giovane paziente in riabilitazione ha 15 anni, è cocainomane. La più anziana ne ha 82, è alcolista. C'è il dirigente che ha perso un patrimonio al tavolo da gioco e la casalinga che si è giocata la casa con gli acquisti. E il senza fissa dimora. «I Sert non sono più il luogo del metadone, dei tossici con i denti rovinati — spiega il direttore del dipartimento, Riccardo Gatti —. Siamo alla quinta generazione. La nostra sfida è prevedere il mutamento del mercato e trovare strumenti nuovi per contrastarlo».

La svolta è la specializzazione, iniziata almeno un lustro fa, quando la cocaina ha sparigliato. «Nel '95 c'era un cocainomane ogni 80 eroinomani — conferma Corrado Celata, educatore —. Oggi uno ogni due». Il Sert di via Canzio si è specializzato per la dipendenza da polvere bianca: «Un lavoro di équipe — dice Emanuela Ferrario, medico —, con psichiatra, internista, assistente sociale. I bisogni di chi è vittima di questa epidemia sono i più diversi, dall'astinenza alla gestione dei rapporti con il tribunale dei minori ». Ma da inizio anno c'è anche l'équipe per i malati di gioco e per lo shopping compulsivo (già un centinaio gli utenti). E, poi, l'alcol. Ogni droga richiede «un ritmo diverso nella nostra risposta terapeutica. Il cocainomane vuole tutto e subito, va a ritmo accelerato, richiede più contatti ravvicinati », spiega Maurizio Trombin, direttore Sert 2, che raggruppa sei unità territoriali. Tradotto: cure personalizzate, nell'ottica di riabilitare. «Siamo a una svolta — aggiunge il direttore sociale Davide Clerici —. La sfida ora è coinvolgere le famiglie. Senza il loro aiuto non possiamo più fare miracoli».

 

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GIAPPONE. IN DUE ANNI DIMEZZATI GLI INCIDENTI CAUSATI DALL'ALCOL.

Esito più che positivo in seguito all’inasprimento delle sanzioni per la guida in stato di ebbrezza.

I dati di uno studio condotto dalla Polizia Nazionale.

(ASAPS), 28 agosto 2008 – In Giappone la “tolleranza zero” per la guida in stato di ebbrezza ha dato risultati ottimi. In soli due anni il numero di incidenti causati dall’alcol è dimezzato. Secondo la Polizia Nazionale, che riferisce gli esiti di uno studio appena concluso, nel 2007 tali incidenti sono stati complessivamente 7.558, contro i 13.875 del 2005, per una riduzione del 46%. Positiva anche la tendenza registrata nei primi sei mesi del 2008, con 3.057 incidenti e una ulteriore diminuzione del 22% rispetto allo stesso periodo del 2007. Nel primo semestre dell'anno, inoltre, i morti sono stati 132 in tutto, 90 in meno rispetto al riferimento del 2007. Tra i fattori che hanno contribuito maggiormente al raggiungimento dell’esito positivo, in base a quanto si legge nello studio, c’è proprio l’ulteriore inasprimento, avvenuto lo scorso settembre, delle pene per chi guida dopo aver “alzato troppo il gomito”. Questo ulteriore giro di vite avvenne in seguito a un terribile incidente avvenuto nel 2006, nel quale persero la vita tre bambini, di 1,3 e 4 anni, a causa di automobilista trovato ubriaco al volante. (ASAPS)

ASAPS.IT

 

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SULLE STRADE E' UNA GUERRA con un’ incidentalità in progressivo deterioramento.

Ma le truppe sono poche, scarsamente dotate di mezzi di contrasto e poco coordinate.

Crediamo che la situazione della sinistrosità stradale stia assumendo, nelle ultime settimane, i toni di un imprevedibile deterioramento, il cui connotato è sinteticamente riepilogato nel titolo del commento sugli incidenti del fine settimana che pubblichiamo ogni martedì sul nostro portale:

Quarto fine settimana di agosto:

Notevole aumento delle vittime, 42 rispetto alle 31 dello scorso anno, +35%;

18 avevano meno di 30 anni. 17 i mortali fra i veicoli a due ruote, pari al 48%;

In leggero calo il numero degli incidenti e dei feriti.

I positivi dati degli incidenti del fine settimana registrati dall’inizio dell’anno, si sono notevolmente sgualciti nelle ultime 4 o 5 settimane.

Tre gli aspetti salienti sui quali ci preme puntare i fari per i decisori politici e per i tecnici:

- la situazione di progressiva preoccupazione nel trasporto pesante, ci riferiamo ai tempi di guida, ai riposi dei conducenti, alla velocità dei mezzi, ai pesi, alle sagome, all’ADR e alle merci pericolose in genere,  in un permanente tentativo di quadrare i conti del trasporto, con una sempre più sfacciata concorrenza di veicoli spesso provenienti dall’estero e con conducenti comunitari e non comunitari;

- gli incidenti del fine settimana che stanno geograficamente riposizionandosi con i casi di plurimortalità nelle strade del meridione, in particolare della Puglia e della Calabria. Regioni che stanno vivendo oggi il modello esasperato di un divertimento protratto nella notte e inquinato dall’assunzione di alcolici e sostanze che era peculiare ad alcune regioni del nord;

- Gli incidenti ai veicoli a due ruote, un segmento che sta pagando assurdi costi di vite con percentuali che nei fine settimana spesso ammontano ad oltre il 50% delle mortalità registrate. In questo caso oltre ai comportamenti dei conducenti dei veicoli (anche di autovetture), ha un ruolo molto importante lo stato delle strade, ridotte in alcune situazioni a parametri molto lontani da quelli minimi in termini di segnaletica, di guard-rail e di fondo stradale.

A questo punto crediamo che insieme alle leggi molto positive approvate di recente, quali la 125 e la 160, che hanno molto inasprito gli strumenti di contrasto all’alcol fino ad arrivare in alcuni casi alla confisca del veicolo, sia essenziale che venga garantita una efficace catena di controlli di tutte le strade a maggior rischio, ad iniziare dalle statali ed ex statali, strade con tassi di mortalità tripli rispetto alla media generale.

Ben vengano i nuovi moduli operativi polizia/sanità per il contrasto alla guida sotto l’effetto di stupefacenti, ma è indispensabile un rafforzamento costante della presenza delle divise sulle strade e un coordinamento sul territorio che, sinceramente, non è dato a vedere.

Siamo molto preoccupati nel constatare che oltre alle carenze, mai ripianate, nell’organico della Stradale, anche l’età media degli agenti si fa sempre più elevata, sfiorando i 40 anni. Ai capelli sempre più grigi, si devono poi aggiungere anche autovetture sempre più attempate, ultra bicentenarie in termini di migliaia di km percorsi e una carenza di strumenti specialistici che si fatica a colmare. Va poi rivisto il sistema dei ricorsi ai Giudici di pace e le modalità con le quali la PA resiste in giudizio.

Se quella che si combatte sulle strade è una guerra, vorremmo sapere come si può pretendere di affrontarla con truppe sempre meno numerose, armate male e poco coordinate.

Ecco questo è uno dei punti sui quali è necessaria una forte inversione di tendenza, invocata da anni, ma caduta sempre nel vuoto.

Non stupiscano allora i risultati assolutamente insoddisfacenti che sono sotto i nostri occhi.

ASAPS.IT - Di Giordano Biserni

 

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VINO VIETATO NEGLI OSPEDALI dell’Asl 2 

Bar e mense non possono più servire bevande alcoliche  

È uno dei primi provvedimenti di questo tipo in Italia  (*)

 LUCCA. Bandito l’alcol dai bar e dalle mense dell’ospedale. Lo ha deciso la direzione generale dell’Asl 2 nell’ambito della prevenzione dell’abuso alcolico. Non si potranno più vendere o somministrare bevande alcoliche di nessun genere, dal vino alla birra a quelle con gradazioni assai più elevate, i cosiddetti superalcolici. Quella diretta da Oreste Tavanti è una delle prime Asl in Italia a introdurre una novità di questo tipo.

 Nei nuovi capitolati firmati con le ditte che si occupano di ristorazione e vendita all’interno degli ospedali e delle altre strutture aziendali è stato infatti specificato questo aspetto.

 Ma non è l’unica misura attuata dall’azienda Usl 2 a livello preventivo. Nel mese di giugno si è infatti svolto a Lucca un corso, rivolto agli operatori dell’azienda Usl 2 e dell’area vasta nord ovest, per l’identificazione precoce e per l’attuazione di interventi finalizzati alla prevenzione dell’abuso alcolico e del bere problematico.

 Questo innovativo programma di formazione nasce dall’esperienza dei gruppi di lavoro che appartengono al progetto europeo Phepa (Primary Health Care Project on Alcohol) e vuole incrementare le abilità, le conoscenze, le attitudini e la motivazione dei professionisti e degli operatori socio-sanitari coinvolti nella valutazione del rischio alcol-correlato degli individui che consumano bevande alcoliche in maniera rischiosa o dannosa.

 E’ fondamentale affrontare questo problema soprattutto nei luoghi di lavoro, per prevenire i rischi lavorativi ma anche per un approccio più semplice nei confronti delle persone potenzialmente interessate dalla questione, le quali nella loro vita privata sarebbero invece difficilmente individuabili.

 L’obiettivo di questo programma di formazione è quello di tracciare un percorso standardizzato e unificato per individuare le problematiche alcol-correlate, che vanno dal “bere a rischio” al “bere problematico” fino all’ “alcoldipendenza”.

 Il corso - effettuato a Lucca per la prima volta in Toscana - è diretto da Emanuele Scafato, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità e direttore dell’Osservatorio nazionale alcol e del Centro di collaborazione Oms per la ricerca sull’alcol.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione anche con il Centro Alcologico Regionale Toscano, è stata coordinata a livello locale dalle responsabili del Ser.T. di Lucca Ellena Pioli e della Medicina del Lavoro di Lucca Maria Grazia Roselli.

Ma l’impegno dell’azienda sanitaria lucchese per affrontare questa problematica è rivolto anche verso l’esterno: è partito da alcuni mesi un progetto, coordinato sempre dalla Medicina del Lavoro e dal Ser.T. di Lucca, per fornire informazioni agli operatori delle aziende pubbliche e private che ne facciano richiesta sui rischi lavorativi legati al consumo di alcolici e sulla normativa recentemente entrata in vigore su questo argomento.

 Grazie a questa iniziativa portata avanti dai due servizi Usl viene infatti offerta la possibilità, alle aziende più sensibili, di usufruire della collaborazione dell’azienda sanitaria per un intervento di sensibilizzazione dei lavoratori su queste problematiche, nell’intento di prevenire l’abuso di alcol e le sue conseguenze in termini di aumento degli infortuni e delle malattie professionali.

IL TIRRENO del 20 agosto 2008

 

 

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ALCOL E GUIDA, L'ETILOMETRO MANCANTE

04-09-2008 – Italia: 5.500 morti all’anno, la metà per alcol. Sono omicidi personali e “di stato”. Già diversi anni fa, Francia, Inghilterra, Germania e altri paesi hanno fatto una scelta drastica: 4-5-6 milioni di controlli all’anno con etilometri, per misurare la positività all’alcol. Chi aveva bevuto più di un paio di bicchieri e dunque superava il limite consentito (0.5), sapeva di correre un rischio altissimo di essere fermato e sanzionato. Così, i comportamenti sono cambiati: la massa sta attenta a non bere se guida (o a ridurre i drink). Risultato: la Gran Bretagna, che ha cominciato prima, ha ridotto i morti del 48%, la Francia del 43.

Fino all’anno scorso, i controlli in Italia erano 200.000: praticamente zero, la probabilità di essere fermati e “testati” era infinitesimale. Ora, i controlli di tipo cartaceo e visivo (patente, libretto, assicurazione...) sono invece 3,9 milioni. Qualunque guidatore - in genere - sta bene attento ad avere in regola le cose più importanti. Dopo la patente a punti, il rischio è troppo concreto. Dunque la soluzione ovvia sarebbe il test contestualmente alle carte. Ma perché le Forze dell’ordine per decenni non hanno potuto fare milioni di controlli con l’etilometro? La risposta è sconcertante. In tutto il paese, per i 334.000 uomini delle Forze dell’ordine, più le decine di migliaia di agenti delle Polizie municipali, gli etilometri erano soltanto 900, di cui 300 fuori uso o in revisione.

Dunque, solo una pattuglia su 20 li aveva a disposizione. La supermacchina (somiglia a una vecchia radio da campo militare) costa diverse migliaia di euro. Nulla impedisce di usare etilometri digitali (tascabili, pratici) di nuova generazione: prezzo, 25-50 euro, acquistabili anche su internet. Danno un’indicazione di massima, e, se il guidatore non concilia, lo si può accompagnare in ospedale per esami superaccurati. Gli 8.000 comuni italiani non sono innocenti: hanno comprato di tasca loro migliaia di autovelox, con cui raccolgono centinaia di milioni di euro di multe (un paesino della Toscana da solo è arrivato a 6 milioni). Potrebbero acquistare di tasca loro gli etilometri. (*) Con le multe, gli etilometri si pagano facilmente. Inoltre, va fatto un calcolo anche sui costi sanitari, sociali e assicurativi (tra l’altro, ogni anno, 15.000 invalidi): 34 miliardi di euro ogni anno (cifre Aci-Censis).

Una diminuzione anche solo del 10% degli incidenti fa risparmiare allo stato 3.4 miliardi di euro. L’anno scorso, all’inizio di una primavera in cui, sulla scia di una serie terrificante di stragi, per la prima volta i media hanno messo la questione al centro, i ministri Amato e Bianchi decidono di portare i controlli a un milione. Il piano è sbagliato: i controlli della nuova fase devono essere come minimo 3 milioni per farsi vedere e sentire, suscitare l’effetto psicologico di allarme, e ottenere una forte diminuzione di morti. Facendo i controlli anche all’uscita di ristoranti e bar e discoteche prima che i guidatori ripartano. Dopo decenni di allegra e criminale impunità, l’italiano al volante deve essere un po’ terrorizzato.

A quel punto sarà il primo ad autoregolarsi, per non perdere la patente e per non pagare multe salatissime (fino a 6.000 euro). Il problema non è fare milioni di multe ma ottenere che i guidatori, spaventati dai controlli, diventino più attenti e quindi si riducano gli incidenti. In Spagna, nella settimana per la sicurezza stradale, sono stati effettuati 200.000 controlli. Con l’impulso governativo, da noi lo sforzo c’è stato: da parte però di uomini senza lo strumento. Alla fine del 2007 i controlli erano arrivati a 800.000. Ma per dodici mesi il ministero dei Trasporti pasticcia con l’acquisizione delle nuove macchine. Solo il 14 marzo 2008, riesce a perfezionare l’acquisto di 948 etilometri e 2.289 strumenti di test rapido (i cosiddetti “precursori”).

Ma di fatto non sono ancora arrivati. Le cifre provvisorie danno forse un 8% di morti in meno. Purtroppo le statistiche definitive danno risultati meno brillanti.

Serve una maxi campagna come per il fumo ...

Nel 2005, la legge Sirchia, che proibisce il fumo nei locali pubblici. Risultato: più di un milione di fumatori in meno. Da 13.5 milioni a 12. La cosa ha avuto successo perchè hanno funzionato tre fattori combinati. Un divieto, di buon senso e rispettato: contro il “fumo passivo”. Contemporaneamente, l’apparizione (a cui ci aveva costretto l’Unione Europea) sui pacchetti di sigarette di scritte esplicite e vistose (“il fumo uccide”) che hanno avuto effetto perchè per decenni non si era visto nulla. E parallelamente la formazione di una cultura internazionale (a partire dagli USA) che considera il fumo pericoloso per la salute. Per alcol e guida, va fatto partire un superpiano: 3-4 milioni di controlli subito, con etilometri digitali etc; limitazioni della pubblicità proalcol; controcampagne di dissuasione. Per finanziarle, va fatto un calcolo sui risparmi sanitari e sociali (vedi sopra); e vanno coinvolti i produttori di alcol e di automobili, e le assicurazioni.

LA REPUBBLICA - SALUTE - : Guido Blumir

 

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GLI ITALIANI TEMONO GLI INCIDENTI PIU' DEI FURTI

Non sono gli stupri, i furti in casa, gli scippi o le rapine a preoccupare più di tutto gli italiani, ma gli incidenti stradali. Sulla base di un sondaggio curato da Ipr marketing per la fondazione Luigi Giaccone, si nota come il 73% degli italiani tema di imbattersi più facilmente in un incidente stradale piuttosto che in furti in casa (71%), scippi (62%), rapine (59%) o stupri (51%). Per otto italiani su dieci la sicurezza stradale è una «vera emergenza». Duemila le persone intervistate in questi giorni dalla fondazione per capire quale sia la percezione della sicurezza sulle strade italiane: si richiede più attenzione per il guardrail «salvamotociclisti» (82%), per il quale si aspetta ancora l'omologazione, e per la segnaletica stradale e l'informazione (entrambi all'80%). E se da un lato si richiedono un inasprimento e un'effettività delle pene per chi causa incidenti mortali in quanto sotto l'effetto di alcol e droghe (90%) o per chi passa col rosso ad alta velocità (86%), dall'altro il 73% degli intervistati chiede il carcere per i responsabili degli enti che non tengono in sicurezza le strade dove avvengono incidenti mortali.

IL GIORNALE - di Redazione

 

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PER CONTRASTARE L'ABUSO DI ALCOL nasce un Centro di Ascolto Telefonico integrato con un sito web destinato a Roma e ai Comuni della provincia.

L’alcol è sempre stata una spina nel cuore di ogni società in ogni epoca storica. Si è tentato sempre di limitarne l’abuso con leggi e regolamenti e allo stesso tempo se ne è sempre tollerato l’uso. Nella nostra epoca storica viviamo un momento in cui l’alcol è contemporaneamente sia un affare economico, per la produzione e la distribuzione sia un dispendio economico per gli aspetti sanitari e gli incidenti legati all’abuso. Ci si rende conto della gravità del problema ma ogni servizio prova una strada diversa per fronteggiarlo. Ciò che con gli anni si è imparato nel lavoro istituzionale e di volontariato tra coloro che si occupano del problema alcolismo è che si deve fare invece fronte comune, ci dobbiamo liberare della dispersione, allearsi in una comunità scientifica diversificata ma coesa nell’obiettivo unificato: ridurre il fenomeno dell’alcolismo e tutti i problemi correlati.

Questo progetto è un esempio di sperimentazione di collaborazione tra le istituzioni e il volontariato. Il CRARL ha nei suoi compiti istituzionali l’impegno a costruire delle collaborazioni con le associazioni di volontariato operanti nel territorio della Regione Lazio, il CeIS nella sua operatività, ormai ventennale, ha spesso collaborato con le istituzioni, l’occasione del Fondo di Volontariato del Ministero della Solidarietà Sociale che ogni anno emette un bando a norma della Legge 266/91 è stata l’occasione per congiungere queste due missioni. Questo progetto prevede di avviare un Centro di Ascolto Telefonico, integrato con un sito web destinato ai Comuni della Provincia di Roma, con finalità di Contrasto al fenomeno dell’Alcolismo, con l’ausilio di operatori volontari. Nasce dalla esigenza di creare un luogo virtuale capace di convogliare gli interessi dei giovani, dal bisogno di uno strumento facile da utilizzare come il numero verde per la popolazione generale e in specifico per gli anziani e per le casalinghe, ma non solo, perché si pone l’obiettivo di mettere in rete le esperienze che ogni Ser.T. ogni Servizio di Alcologia, ogni Associazione di Volontariato ha costruito.

OBIETTIVI DEL CENTRO DI ASCOLTO Fornire una consulenza specifica e mirata per le problematiche psicosociali dei pazienti alcolisti e le loro famiglie. Fornire un punto di riferimento agile e di facile accesso per le comunità che devono affrontare situazioni di contrasto e di intervento contro l’alcoldipendenza. Fornire un appoggio alle strutture sanitarie e sociali per la divulgazione delle iniziative terapeutiche, di studio, di confronto per i servizi sociali che si occupano dei pazienti con PPAC (Patologie e Problematiche Alcol Correlate). Stimolare il gruppo pazienti con PPAC a riconoscersi come pazienti che hanno una storia in comune. Stimolare nei pazienti e nei loro familiari la pubblicità delle cure e dei trattamenti nell’ambiente di vita per combattere lo stigma sociale. Stimolare l’uso del forum annesso al sito del centro di ascolto da parte degli operatori per costruire un senso di appartenenza e combattere il burnout professionale.

OBIETTIVI DEL SITO INTERNET Per gli operatori costruire un luogo virtuale in cui possano trovare bibliografia aggiornata, conoscenze terapeutiche e di trattamento sperimentate in Italia e all’estero, informazioni sulle leggi regionali e nazionali ed europee sull’alcol, bandi e avvisi per raggiungere finanziamenti, confronto sulle metodologie di riferimento anche per l’aspetto della prevenzione primaria, secondaria e terziaria e conoscenza reciproca nelle varie realtà di lavoro, sostegno e incentivazione nella professionalità, un forum per incontrare la comunità degli operatori. Per i pazienti avere un luogo virtuale in cui sono chiariti i programmi terapeutici che ogni servizio attua, un indirizzario-database di riferimento ove trovare le informazioni aggiornate sui servizi presenti nella regione Lazio che trattano l’alcolismo, un forum per sostegno reciproco dei familiari e dei pazienti. CRARL N° verde: 800046655 Il Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio è stato istituito con Delibera del 16 settembre 1997 n° 5626, ha come compito istituzionale l’individuazione delle risorse e delle strutture che si occupano di problemi e patologie alcol correlate, esistenti ed attive nel territorio della Regione Lazio, al fine di poter realizzare una rete di servizi. Promuove lo sviluppo di modelli di formazione e aggiornamento periodico degli operatori pubblici e privati attivi nelle problematiche di riferimento. Ha il compito di istituire una banca dati ed aggiornamento costante sulla ricerca scientifica e sullo sviluppo della rete territoriale dei servizi pubblici e del privato sociale, accessibile ai costituenti la rete stessa. Si occupa del coordinamento dell’attività di penetrazione dei servizi nel territorio rispetto alla soglia di accesso ai servizi stessi. Nell’ambito di questi compiti ha stipulato un protocollo di collaborazione con il CeIS.

Associazioni Volontari per la Solidarietà (Gruppo Ce.I.S.) Tel. 06.59606526 - 06.541951 L’Associazione Volontari per la Solidarietà è il braccio operativo dei volontari che il Ce.I.S. ha raccolto in 50 anni di presenza sul territorio. Il Ce.I.S., dal 1971 è impegnato sul fronte del disagio, dell'esclusione sociale, dell'informazione, della formazione, della prevenzione e della ricerca. Opera nel campo del sociale con servizi che vanno dalla riabilitazione di adulti vittime di tutte le dipendenze legali e non legali, al reinserimento di persone senza fissa dimora, alla prevenzione del disagio nell'adolescente ed alla sua riabilitazione. Si occupa inoltre di situazioni disagiate di bambini e ragazzi e di assistenza domiciliare ad anziani e persone malate di A.I.D.S.

Attualmente gestisce progetti nazionali ed internazionali. Il trentennio di vita dell’organizzazione è il cuore di un interessante archivio cartaceo ed informatico che documenta tutte le attività realizzate. Finanziamento del Ministero della Solidarietà Sociale - legge 266/91 La legge 266/1991 (legge quadro sul volontariato) approvata all’unanimità dal Parlamento Italiano nell’agosto del 1991 con la finalità di regolare i rapporti tra le organizzazioni di volontariato, è una delle legislazioni più avanzate in Europa. Questo progetto rientra nel finanziamento e gestione amministrativa dei progetti sperimentali finanziati alle Associazioni di volontariato ai sensi dell’art.12 comma 1 lett.d) della legge 11-8-91 n.266 con il Fondo per il Volontariato, istituito ai sensi della stessa legge. N° Verde: 800494960 dal Lunedì al Venerdì dalle 10.00 alle 13.00 dalle 16.00 alle 19.00 (telefonare solo da numeri fissi) Consulta il sito: www.alcolweb.it  email: info@alcolweb.it 

Articoli da  WWW.PROGETTOUOMO.NET

 

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ALCOL, AUMENTA DEL 75% IL RISCHIO DI CANCRO

SYDNEY - L'alcol è una delle cause più fermamente accertate di cancro, e bastano anche due bicchieri 'standard' al giorno per aumentare in misura significativa i rischi di cancro al seno, all'intestino, alla gola e alla bocca. Lo afferma un rapporto dell'Istituto australiano per il cancro, una compilazione delle recenti ricerche internazionali sui tumori.

Il rapporto dal titolo eloquente "Alcol come causa del cancro", conclude che il consumo di due bicchieri al giorno, pari a 20 grammi di alcol, aumenta del 75% il rischio di cancro alla bocca, del 40% di cancro al tratto aero-digestivo superiore, e nelle donne, aumenta del 22% il rischio di cancro al seno. Quattro bicchieri al giorno aumentano nell'uomo il rischio di cancro all'intestino del 64%. Il consumo più alto, di circa 8 bicchieri al giorno, accresce il rischio in ogni organo del 90%.

"Questo rapporto presenta i risultati di una recensione sistematica della letteratura mondiale su alcol e cancro, e mostra chiaramente che il consumo di alcol, anche a livelli moderati, è associato con un rischio accresciuto di diverse forme di cancro", ha detto il direttore dell'Istituto, Jim Bishop.

"I risultati - ha aggiunto - suggeriscono che una parte importante della nostra strategia per la prevenzione del cancro deve essere quella di incoraggiare una riduzione nel consumo di bevande alcoliche". Il ministro della Sanità del Nuovo Galles del sud, Verity Firth, che ha presentato il rapporto, ha osservato che il legame fra consumo di alcol e cancro è stato trascurato nel recente dibattito sull'abuso di alcol in Australia, specie fra i giovani.

"Vogliamo che le persone prendano lo stesso genere di decisioni sul consumo di alcol, come hanno fatto per altre pratiche come il fumo, ed è importante che abbiano le informazioni utili per fare le scelte giuste per la propria salute", ha aggiunto.

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CONCLUSIONI  DEL  XVII CONGRESSO DEI CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO (AICAT)

MONOPOLI (BA) 3-4-5- OTTOBRE 2008

“IL CLUB, IL FUTURO E ANCHE UN PO’ PIU’ IN LA’”

Il XVII Congresso Nazionale che si è tenuto presso l’Hotel Porto Giardino è stato promosso dall’AICAT, organizzato dall’Associazione Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento della Puglia, e patrocinato dalla Presidenza della Regione Puglia, dall’Assessorato alla Salute della Regione Puglia, dalla Provincia di Bari, dal Comune di Monopoli, dal Comune di Taranto Assessorato alle Politiche Sociali e  Giovanili, dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Foggia, dalla Clinica Medica A.Murri Università degli Studi di Bari,  dal Centro di Alcologia Universitario di Foggia, dal Centro di Pedagogia delle Scienze della Salute  dell’Università degli Studi di Foggia e dal  Centro servizi al Volontariato San Nicola di Bari.

Si ringrazia per essere intervenuti il Presidente della Regione  Niki Vendola, l’Assessore regionale  alla Salute Alberto Tedesco, il Vescovo della Diocesi di  Lucera-Troia S.E. Mons. Domenico Cornacchia, il Prof. Giuseppe Palasciano, il Prof. Fabio Folgheraiter, il Dottor Renzo Buttalo e il Dott. N. Lazic.

Hanno partecipato tutte le ARCAT con una presenza di circa  1600 persone in rappresentanza dei club italiani; erano inoltre  presenti rappresentanti dei club  della Norvegia, Croazia, Albania, Grecia, Slovenia, Kenya e  Romania.

Il Congresso è stato organizzato grazie al lavoro e la collaborazione delle famiglie e dei servitori insegnanti dei club di tutte le APCAT  e le ACAT della Puglia, ed   è stato svolto con rigore e leggerezza in un clima  sereno e di grande amicizia.

Il Congresso si è aperto  ricordando la Signora Visnja, scienziata attenta e rigorosa che dopo la morte del marito Prof. Hudolin ha continuato a sostenerci. Il ricordo che avremo di loro è di una famiglia unita che ha vissuto soprattutto  nell’amore.  Arrivederci con onore.  

 I lavori delle plenarie e delle tavole hanno creato un costruttivo dibattito e lo scambio delle esperienze riportate e la condivisione dei temi discussi   hanno  fatto emergere le seguenti conclusioni, che rappresentano un impegno da portare avanti  per  il  prossimo anno fino al nuovo Congresso.

1.       Il Club è un nodo della rete sociale, in questo senso esso è “autonomo”, cioè indipendente dalle ideologie politiche, sociali e religiose presenti nelle comunità e nella società più vasta, ma è parte integrante della comunità ed è in grado di modificare la cultura sociale. Le esperienze riportate dalle famiglie attestano che i Club per la loro stessa natura fanno parte della rete di tutti i club e della rete sociale della comunità di appartenenza e con il loro lavoro possono migliorare la spiritualità antropologica della comunità stessa.

2.       Il Congresso ha preso atto della necessità di modificare la denominazione dei Club adeguandola all’evoluzione del processo culturale in atto, ponendo l’accento sulla centralità della famiglia con problemi alcolcorrelati , sul superamento dei concetti di alcolista e di alcolismo e  sulla combinazione multidimensionale dei problemi alcolcorrelati con gli altri problemi. Il Club si apre a tutte le problematiche antropospirituali  indotte dal consumo dell’alcol nell’intera comunità, senza con questo smettere di occuparsi dei problemi più estremi e più seri, che sin qui abbiamo associato all’etichetta “alcolismo”. Questa discussione da qui al Congresso di Lignano Sabbiadoro  deve avvenire in ogni club e in ogni associazione territoriale. Si auspica inoltre che in ogni momento di confronto e di formazione a tutti i livelli si lasci spazio alla discussione sul tema. Si demanda alla presidenza AICAT di stimolare e monitorare l’andamento del dibattito.  Pertanto è necessario che da oggi al XVIII Congresso possa esserci  un ampio e creativo e costruttivo confronto sulla questione, per poi demandare alla prossima Assemblea AICAT la decisione ultima.

3.       Dai lavori  del Congresso si è evidenziata  anche la necessità  affinché  si superino il distacco o le contrapposizioni tra club e associazioni locali . In tal senso occorre avviare una forte riflessione a livello nazionale  sul senso dell’essere associazione, tenendo ben presente che le sue  modalità  di organizzazione e di funzionamento devono privilegiare la metodologia e  la centralità del lavoro del club,al cui servizio deve porsi ogni associazione.

4.       Nel Congresso e nell’Assemblea  generale si è proposto ed accettato di promuovere la grande campagna nazionale “Un Club una Scuola” per superare il ritardo nello sviluppo delle Scuole Alcologiche Territoriali, di tutti e 3 i moduli, secondo un criterio di giustizia e di equità. Pertanto  tutte le ARCAT  sono invitate ad organizzare nell’ambito delle 4 macro aree Nord-Est, Nord-Ovest Centro e Sud i corsi per la motivazione all’insegnamento a sostegno della campagna,. Tali corsi  sono la priorità dei processi formativi del sistema dei Club: nel corso della loro prima sperimentazione, essi hanno infatti  dimostrato una soddisfacente capacità di stimolare  servitori insegnanti motivati a tenere le Scuole stesse.

5.       L’Assemblea Generale di sabato 4 ottobre ha ratificato  la decisione del Direttivo AICAT  sui temi della formazione ed è in quest’ottica che è stata attivato come strumento di ampia partecipazione il “Forum permanente della formazione” a partire dalla prima edizione che si terrà a S.Cerbone (Lucca) il 13 e 14 dicembre prossimi. Secondo l’insegnamento di Hudolin la formazione è parte integrata del sistema e valorizza  la centralità del club come comunità di famiglie inserite nella comunità locale. Il Congresso riconosce l’importanza degli incontri dei direttori.

6.       Si propone che l’esperienza della maratona organizzata dall’ACAT Prato: ”Sulle strade della sobrietà” diventi una buona consuetudine che porti sulle vie di tutta Italia un messaggio di promozione e protezione della salute.   

7.       E’ apparso evidente in questo Congresso il lavoro che in Puglia  i club hanno fatto nel  sensibilizzare e motivare i decisori politici nei confronti dell’approccio ecologico sociale e nei programmi di  promozione e protezione della salute. E’ auspicabile che l’esempio della Puglia venga seguito dalle altre realtà territoriali  per un maggior sviluppo dei programmi.

8.       E per finire il Congresso augura a tutto il sistema dei club di rimanere semplici, di essere ottimisti, motivati e connessi.

      Il documento delle conclusioni verrà mandato alla rivista “Camminando Insieme”, alla stampa locale e nazionale, agli organizzatori e patrocinatori, ai promotori, ai collaboratori del Congresso a tutte le ARCAT e a tutti i Club nel mondo, per darne la massima diffusione e  metter in atto le indicazioni dei lavori  del Congresso.  (torna indietro)

 

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